“Mi piacerebbe lavorare con Luca Guadagnino, ho una frase del suo film sempre qui con me, sul mio cellulare”. Così la star coreana Gong Yoo, attore icona del cinema e della serialità coreana, ospite d’onore della 24ª edizione del Florence Korea Film Fest, oggi a Firenze rispondendo alle domande dei giornalisti. Tra aneddoti sulla sua carriera e riflessioni sul futuro del cinema, la star di Squid Game e Guardian: The Lonely and Great God (Goblin) ha mostrato il suo lato più autentico e appassionato.

L’attore ha fatto vedere la citazione salvata sul proprio smartphone, tratta dal celebre monologo nel film Chiamami con il tuo nome: “ricordate questo momento con dolore, con tristezza, con gioia, perché alla fine è molto prezioso”. “È una scena che mi è entrata nel cuore – ha confessato l’attore che domani presenterà il suo cinema in una masterclass già sold out alla Compagnia – aprendo alla possibilità di future collaborazioni internazionali e citando Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson e Yorgos Lanthimos tra le figure che più lo stimolano come artista.
Nonostante i numerosi viaggi in Europa, per Gong Yoo si tratta del debutto assoluto in Italia. “È la mia prima volta in Italia e a Firenze”, ha spiegato con un sorriso. “Da ragazzo sognavo di visitare questa città. Forse sono arrivato un po’ in ritardo, ma essere qui oggi per celebrare il cinema coreano è un’emozione indescrivibile”. L’attore si è detto onorato dell’accoglienza, scherzando anche sul sold-out della sua masterclass: “Mi hanno detto che i biglietti sono finiti in 10 minuti… speravo ci mettessero solo 2 minuti!”. Il Comune di Firenze celebrerà la sua presenza con una pergamena che sarà consegnata proprio durante la masterclass.

Durante l’incontro, l’attore ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, soffermandosi sulla difficoltà emotiva di interpretare personaggi complessi come il Kim Shin di Goblin o il protagonista del film di denuncia Silenced (Dogani). Ha inoltre discusso del suo prossimo progetto, la serie Tantara riflettendo su come “la mia generazione ha vissuto il passaggio cruciale dall’analogico al digitale”.

“Oggi il cinema è un linguaggio universale che supera il colore dei capelli o degli occhi”, ha concluso Gong Yoo. “Sento la responsabilità di rivolgermi a un pubblico globale, ma la mia bussola rimane sempre la stessa: una storia fresca, originale e capace di emozionare”.
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