Per omaggiare Robert Eggers nel giorno del suo compleanno, parliamo della sua prima opera compiuta: un cortometraggio muto, ispirato alla famosa fiaba diffusa dai fratelli Grimm. Sarebbe infatti un errore parlare delle loro trascrizioni come effettivamente loro, dato che quello che i fratelli presentano è più un lavoro di raccolta dei più famosi racconti folkloristi germanici.
Accenni storici
Intorno al 1800, negli anni in cui Napoleone condusse diverse campagne militari in Germania, i fratelli Grimm videro minacciato il retaggio culturale della loro popolazione di origine e decisero di trasporre tutte le fiabe e i racconti che sono riusciti a trovare per essere sicuri di preservare più letteratura germanica possibile. L’idea quindi era di dare continuazione scritta all’eredità culturale. Il motivo per cui i loro racconti sono tipicamente intrisi di violenza sta anche nel fatto che il loro target non erano bambini, ma quantomeno dei ragazzi in età scolare.

La scelta di Eggers
Non è difficile immaginare le motivazioni riguardo al fatto che la scelta del regista sia ricaduta su questa fiaba e non un altra. Hansel e Gretel presenta vari argomenti che potremo ritrovare nei suoi futuri lavori: l’infanticidio, l’ambientazione della foresta, le streghe, le tentazioni. Per quanto questo non sia un tipico cortometraggio preludio di un lungo, si possono seguire le briciole di pane che lo hanno portato a dirigere The VVitch. Non che il fatto di crescere in New England non abbia una parte di merito.
É stato curioso esplorare i piccoli cambiamenti che il regista ha messo in atto, ma assicuriamoci di essere a conoscenza della trama prima di tutto.

Trama originale
Nella fiaba originale si parla di due fratelli che vengono volontariamente abbandonati dalla loro famiglia d’origine a causa della povertà, la fame e le poche risorse da offrire. Portati nella foresta, i due bambini tornano a casa seguendo la scia di briciole di pane che il più piccolo aveva ingegnosamente lasciato dopo aver origliato i piani dei genitori. Portati nuovamente nella natura, i piccoli sono costretti a vagare a causa di alcuni uccellini che si sono sfamati con la loro seconda scia di indizi. Da qui l’incontro con la strega nella casetta di marzapane, la sua idea di cannibalismo, l’ingegno dei piccoli che li porta alla salvezza e al ritorno a casa con il denaro rubatole, il lieto fine.
Le differenze rispetto alla fiaba e le similitudini con The VVitch
La fiaba rappresentata da Eggers differisce in alcuni dettagli che sembrano piccoli, ma che se analizzati alla luce del suo lungometraggio d’esordio acquistano valore.
Nel cortometraggio non ci sono riferimenti alla povertà, anzi, tutto sembra essere incentrato più sull’argomento del peccato. Le tentazioni in effetti sono un argomento molto calcato in The VVitch, in cui ogni personaggio presenta una tendenza verso uno dei peccati capitali (compreso il piccolo Samuel che non essendo battezzato risponde proprio al peccato originale).

Hansel e Gretel vengono presentati come golosi da subito, ma anche tendenti alla ribellione. Più e più volte sono stati intimati dai familiari di stare alla larga dal bosco, nel quale è facile perdersi e non fare più ritorno. Il bosco nei cartelli è nominato in maiuscolo. The Woods acquisisce quindi il corpo di un entità, qualcosa di vivo e molto simile a quello di cui abbiamo paura in The VVitch. Ed è interessante se si considerano le soggettive del male nella foresta -che li guarda attraverso un suggestivo fish eye- e che la gola è lo stesso peccato che guida la strega, il cui obiettivo è appunto il cannibalismo.
Linguaggio visivo
Il film usa tecniche effettivamente originali, che oltre alla scelta del muto presenta un girato in pellicola, in bianco e nero. Questo rende ancora più suggestivi i momenti di buio, le immagini della strega, la tensione legata alla confusione e la creazione di quello che sarà una caratteristica tipica del regista, ossia la difficile distinzione tra la realtà e la fantasia. L’unica piccola pecca forse è da riferirsi al montaggio, che risulta leggermente debole rispetto al livello autoriale del regista che con questo lavoro si è mostrato già più che maturo per un ventitreenne.

In conclusione ci sono molti elementi divertenti da notare se si è appassionati del lavoro di Eggers. Il cortometraggio risulta leggermente acerbo ma con varie e divertenti soluzioni interpretative. Più importante, lascia intuire i colori e le direzioni che faranno parte della sua firma autoriale. Trovabile gratuitamente su Youtube.
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