Se pensiamo a come l’incredibile storia del Mostro di Firenze è stata portata sul grande schermo fino ad oggi, sicuramente c’è da lasciarsi prendere dallo sconforto. Le pellicole a cui accenneremo hanno in se il peccato originale dell’istant movie, essendo uscite tutte in un pugno di anni successivi a quello che sarà stato (ma allora non si sapeva) l’ultimo delitto del killer in Toscana.
Pellicole che, per la maggior parte dei casi, si ispirarono più all’atmosfera tesa e alla psicosi da mostro dell’epoca, che alla volontà di riportare concretamente i fatti accaduti. Prendendosi spesso più di una licenza poetica.
Precisiamo fin dal principio che queste pellicole non ebbero una facile gestazione. Essendo uscite quando gli omicidi erano ancora di recente attualità (soprattutto i primi due film) questi lavori subirono il comprensibile clima di ostilità dei familiari delle vittime che non volvano si speculasse sulle loro tragedie personali.
L’ASSASSINO E’ ANCORA TRA NOI (1986)

Nelle sale pochi mesi dopo il delitto degli scopeti, L’assassino è ancora tra noi di Camillo Teti è un tentativo abbastanza becero di sfruttare la forte tensione creata dai delitti (allora ufficialmente ancora in corso) per creare un prodotto di puro intrattenimento. La vicenda della giovane studentessa di criminologia (Mariangela D’abbraccio) che si getta nel sottobosco dei guardoni per decifrare i delitti del mostro, è quanto di più raffazzonato si possa immaginare. La volontà di inserire numerosi riferimenti reali (il bar dei guardoni, l’ambulanza ) in maniera confusa e poco sensata non fa che accrescere l’imbarazzo per un prodotto di una mediocrità disarmante.
IL MOSTRO DI FIRENZE (1986)

Uscito pochi mesi dopo, Il mostro di Firenze di Cesare Ferrario è probabilmente il migliore dei lungometraggi realizzati sul mostro. Fortemente ispirato al lavoro del giornalista Mario Spezi, che collaborò alla sceneggiatura, il film di Ferrario mantiene un tono pacato e psicologicamente intenso, narrando le vicende di una giornalista detective e del proprio compagno, talmente coinvolto dalla ricerca del mostro, sul quale sta scrivendo un libro, da iniziare ad immaginarlo nel tentativo di capirne le mosse. Presto le sue allucinazioni ad occhi aperti sembreranno prendere il posto della realtà.
Pur elevandosi rispetto alla precedente pellicola, Il mostro di Firenze soffre un passo eccessivamente lento ed un tono didascalico che a tratti tendono a renderlo tedioso. Il mostro di Firenze, dicevamo, è quasi una trasposizione filmica del lavoro di Mario Spezi, che fu in vita realmente ossessionato dalla vicenda. A questa dedicò saggi e un romanzo, finendo pure nei guai con la giustizia poiché la sua insistenza venne considerata di intralcio alle indagini.
L’idea di Spezi, che si concentrò sempre sul killer solitario legato alla cosiddetta pista sarda, in questi anni sembra essere stata rivalutata.
28° MINUTO (1991)

Arriviamo quindi a quello che ad oggi è il peggiore dei film ispirati al mostro di Firenze.
28° Minuto di Paolo Frajoli e Gianni Siragusa esce nel 1991 a qualche anno dall’ultimo delitto reale, quando iniziava a intuirsi che l’incubo forse era finito. La lavorazione in realtà risale al 1986, come L’assassino è ancora tra noi (del quale ruberà alcune sequenze) ma per problemi economici venne terminato anni dopo.
Giallo dall’intreccio confuso che stravolge l’intera vicenda e regala pure un colpevole che, una volta individuato, scappa per le campagne in moto facendo perdere le proprie tracce. Probabilmente se non fosse per qualche scena di omicidio di coppie non si riuscirebbe nemmeno a capire a cosa si vorrebbero ispirare gli autori, tanto è sgangherato l’impianto narrativo. Dialoghi imbarazzanti e lunghissime scene che vorrebbero essere sexy danno il colpo finale ad un’opera indecente.
UNA FELICE ECCEZIONE

Menzione speciale invece per Lettera H di Dario Germani uscito nel 2019. Anche senza porre la vicenda del mostro come protagonista, il film di Germani riesce ad evocarne l’orrore dandogli la veste di un male oscuro e irrisolto che torna a tormentarci. Un orrore mai sconfitto, celato in un oggetto che ne ha intrappolato l’essenza, pronto ad esplodere e riportarci a fare i conti con il nostro passato.
IL FILM CHE VERRA’?

Per chiudere lasciamoci andare alla considerazione che una vicenda intricata e drammaticamente ricca di spunti come quella del mostro di Firenze avrebbe richiesto sicuramente di ispirare qualcosa di meglio.
In passato questa storia sembrò affascinare parecchio anche oltre oceano, con Thomas Harris che assistette a numerose udienze del processo Pacciani, per poi accennare brevemente al mostro nel suo romanzo Hannibal. Nel 2008 poi, Tom Cruise acquistò i diritti del libro di Spezi intenzionato a farne un film ma non se ne seppe più nulla. L’idea di vedere un giorno una grande produzione cimentarsi su questa storia sembra essersi dissolta nella notte, come il mostro di Firenze.
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