Usciva nel 1961 Il pozzo e il pendolo, film cardine dell’ideale sodalizio artistico tra il poliedrico Roger Corman e il celebre scrittore Edgar Allan Poe, autore che come nessun altro saprà ispirare l’instancabile produttore e regista americano.

TRAMA
Francis Barnard si reca al castello della famiglia Medina per scoprire le circostanze della morte di sua sorella Elizabeth. Ad attenderlo Nicholas Medina, marito della defunta che sembra nascondere qualcosa…
IL SENSO DI ROGER PER EDGAR
Preceduto l’anno prima da I vivi e i morti (ispirato al racconto La caduta della casa degli Usher) Il pozzo e il pendolo consolida il proficuo rapporto nato nel set precedente tra Roger Corman e Vincent Price, attore cult dell’horror che diventerà presto anche l’emblema del Poe’s Universe (per dirla alla Marvel) creato dal regista americano. Il pozzo e il pendolo riporta nel titolo e nel finale la fascinazione per uno specifico racconto breve dello scrittore di Baltimora, ma come vedremo in altre pellicole, in realtà è costituito da un mix di tematiche e riferimenti all’opera di Poe, che ne plasma ossessioni e riferimenti creando una trama più elaborata e abbastanza consistente da ricavarne un lungometraggio.

UN HORROR CHE SI TINGE DI GIALLO
Una particolarità di Il pozzo e il pendolo è quella di partire da un plot tipicamente gotico, come l’arrivo di uno straniero in un castello isolato alla ricerca della verità, tra suoni e voci che potrebbero fa pensare ai fantasmi, per poi invece rientrare nei binari del reale scoperchiando una realtà ben più prosaica, fatta di raggiri e macchinazioni tutt’altro che soprannaturali. In tutto ciò svetta (non solo in altezza) il gigante Vicente Price, immenso attore di formazione teatrale che da subito conquista il pubblico del terrore e che in questo film cambia registro facendo evolvere il suo personaggio dal tetro, al debole per poi finire al folle, senza quasi che lo spettatore si accorga che il cambiamento è in atto.

UNA QUEEN SEMPRE PIU’ DARK
Come non accennare a Barbara Steele, qui in una seconda interpretazione (dopo La maschera del demonio, dell’anno prima) che ne sancisce la definitiva ascesa come stella del cinema di paura. La sua recitazione variegata la vede ancora una volta passare da vittima a carnefice con disinvoltura, con la capacità di contendere la scena ad un Price in grande forma.

UN FINALE MEMORABILE
Pur avendo alti e bassi, con qualche momento ridondante tra le continue richieste di spiegazioni del protagonista alla sorella di Medina e al medico di famiglia, Il pozzo e il pendolo è un film che mantiene un ritmo avvincente e che riesce a sbancare in un finale serrato e molto evocativo. Dalla scena emblematica del pendolo che quasi affetta il protagonista all’ultima beffarda inquadratura finale, il film di Corman regala brividi e scorre agilmente anche per un pubblico meno abituato ai tempi del cinema di quegli anni.

DA VEDERE PERCHE’?
Il pozzo e il pendolo è un racconto giallo-gotico che sfida il tempo e concentra in un’unica narrazione i punti cardini delle ossessioni di Edgar Allan Poe. Oltre a ciò si tratta di una film godibile che dosa sapientemente mistero ed azione facendo di necessità virtù in una produzione economica me che poteva contare su attori di livello e l’inventiva senza confini di un regista leggendario.


































