Il primo figlio, esordio alla regia di Mara Fondacaro – qui anche in veste di sceneggiatrice e autrice del soggetto – uscirà nelle sale italiane dal 27 novembre dopo essere stato presentato con successo in anteprima nazionale alla 61ª Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro lo scorso giugno. Un progetto con cui l’autrice si era assicurata già nel 2023 la prima edizione del Premio SIAE cinema per giovani sceneggiatori nell’ambito della Festa del Cinema di Roma.

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Cosa succede in una donna se alla paura di una seconda maternità si aggiunge il senso di colpa per la perdita del primo figlio? La regista parte da questa domanda per indagare, con sensibilità e inquietudine, la maternità, il lutto e la paura di rinascere dopo una perdita. E per farlo Mara Fondacaro decide di realizzare un film di genere dove l’orrore cresce attraverso immagini simboliche, suoni distorti e ambienti sospesi tra realtà e incubo. Un linguaggio che si colloca nel genere ma distante dall’horror convenzionale.

Ada (Benedetta Cimatti) e il compagno Rino (Simone Liberati) si trasferiscono in una villa immersa nella natura. Incinta del loro secondo figlio, Ada, man mano che si avvicina il parto, comincia a rivivere il dolore per la perdita tragica e prematura del primogenito Andrea. Nonostante finga di stare bene, in realtà non ha ancora elaborato il lutto e inizia a credere che suo figlio sia ritornato dall’aldilà per impedire la nascita del fratello. Sta succedendo davvero o Ada sta perdendo la ragione? Ada dovrà scegliere se soccombere alla morte, seguendo Andrea, oppure vivere e ricominciare da capo con Rino e il figlio che porta in grembo.

Benedetta Cimatti e Simone Liberati interpretano con intensità i ruoli che costituiscono il centro emotivo del racconto, e la regia di Fondacaro mostra una notevole attenzione e sensibilità nel costruire atmosfere sospese e simboliche nel contesto di un incubo domestico fatto di silenzi, immagini sfocate e spazi che riflettono lo stato mentale della protagonista. L’uso del sonoro, della luce e del fuori campo costruiscono un orizzonte perturbante che rievoca l’horror esistenziale europeo.

Mara Fondacaro – che attualmente ha diversi lungometraggi in sviluppo/pre produzione presso case di produzione come Nightswim, Rosamont, Panama film – nel 2022 ha realizzato la sceneggiatura del cortometraggio Le variabili dipendenti (Festival del cinema di Berlino) con cui nel 2023 vince il David di Donatello per il miglior cortometraggio. Nel 2025 scrive il lungometraggio d’esordio di Massimiliano Gallo, La salita, presentato alle Giornate degli Autori all’82ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Il film è distribuito in Italia da Lo Scrittoio e Nightswim dal 27 novembre 2025.

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