Al suo secondo film, Ambra Principato ci regala una storia gotica però ambientata a fine anni ’80: Invisibili colpisce ancora nel segno

Dopo le atmosfere gotiche dell’Italia del XIX secolo in Hai mai avuto paura?, Ambra Principato firma un’opera seconda molto diversa nella storia ma parallela nelle ispirazioni. Fare gotico, significa prevalentemente girare un film in costume e riprendere le atmosfere delle letteratura di fine ‘800 – inizio ‘900. In Invisibili, invece, abbiamo il tocco vintage della fine degli anni ’80 unito ad un racconto che potrebbe benissimo essere stato scritto da Shirley Jackson. Oltre ad una storia ben costruita, con una buona regia, ha il pregio di aver azzeccato il cast, in particolare i due protagonisti.

Il passato non muore mai

Autunno, 1989: Tommy (Justin Korovkin) è un ragazzo che da Milano si trasferisce nel paesino di Valbruma dai nonni, dopo che la madre è stata rinchiusa in un ospedale psichiatrico. La donna picchiava anche il figlio, nel suo tentativo di sfuggire ai mostri che diceva di vedere. Tommy stesso disegna strane figure nel suo album. Oltre ai compagni di scuola, tra cui la capoclasse Sara (Zoe Nochi), incontrerà anche Elise (Sara Ciocca). Una ragazza che salta sempre le lezioni e vive sola in una grande villa isolata.

Un coming of age gotico

Invisibili risulta un vero racconto di formazione, però atipico. Seguiremo Tommy e la scoperta della nuova realtà di Valbruma, così come la maggior consapevolezza del suo posto nel mondo. A sbloccare il suo carattere molto introverso sarà proprio Elise. Una ragazza ribelle, poco incline a seguire le regole, ma con una profonda fragilità che si porta dentro. Come dicevo, le scelte dei due protagonisti sono state perfette. Korovkin è tanto timido ed impacciato, quanto inquietante se provocato. Sara Ciocca invece è “argento vivo” (citando il professor Mair, interpretato da un bravo Pier Giorgio Bellocchio), una forza della natura che cela una profonda malinconia interiore. Dopo l’ottimo Mimì e il Principe delle Tenebre, Ciocca sembra sempre di più un personaggio dark e sopra le righe, come quelli amati da Tim Burton. Con anche occhiali da sole rossi che ricordano la Lolita di Kubrick, sempre a tinte dark però.

Alcuni SPOILER!

E’ impossibile non fare spoiler di Invisibili, visto che un grosso colpo di scena avviene circa a metà film. Scopriamo che Elise si era suicidata, gettandosi da un ponte, un anno prima. Solo Tommy riesce a vederla, forse un cliché troppo abusato e facilmente intuibile. Però Principato è brava a renderlo palese quasi subito per concentrarsi sul resto della storia. Un racconto di crescita per Tommy, riuscendo ad uscire dalla depressione seguito all’internamento della madre. Però anche un riprendere le cose in sospeso per Elise, come un spartito strappato con un brano mai concluso per il padre sempre assente.

Parallelismi, quasi chiasmici, tra Tommy ed Elise. Uno vivo e l’altra morta; il primo con un rapporto da recuperare con la madre, la seconda con un rapporto da ricucire con il padre; un ragazzo introverso che sta cercando di sopravvivere all’adolescenza e una ragazza più intelligente della sua età che avrebbe bisogno solo di un po’ di affetto sincero.

Molto bella la scena nella camera oscura, quando Elise dimostra la sua gelosia nei confronti di Sara, ormai innamorata di Tommy, con echi alla Samara/Sadako di The Ring/Ringu (ottimo make up, come sul finale). Così come poetica la scena finale tra Tommy, sul ponte dove morì Elise, ed una farfalla bianca (simbolo del passaggio tra la vita e la morte) appoggiata sulle sue labbra, ormai libera di volare via.

Se vi piacciono le storie gotiche, ma adorate anche il vintage anni ’80: Invisibili è un buon racconto di formazione che regala più di una sorpresa, assolutamente da recuperare al cinema

Classificazione: 3 su 5.

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