“Ragazzi, il romanzesco è la verità dentro la bugia, e la verità di questo romanzo è semplice: la magia esiste”.

Le parole di Stephen King non lasciano spazio ad ulteriori interpretazioni: IT, il suo capolavoro per eccellenza, è un romanzo che suscita nel lettore adulto emozioni e paure apparentemente dimenticate. Si tratta di sensazioni legate all’età infantile, cioè il periodo di tempo in cui non è affatto difficile credere nei mostri. Ed è per tale motivo che l’antagonista della storia è un certo Bob Gray, anche conosciuto come… Pennywise, il clown.

IT, il romanzo.

Il romanzo, pubblicato nel 1986, è ambientato nella città di Derry e si svolge in due archi temporali diversi. Nel primo si narrano le vicende accadute dal 1957 al 1958, mentre i personaggi principali sono ancora bambini. La seconda parte, invece, si svolge negli anni 1984 – 1985. Quest’ultima riguarda la caduta definitiva di IT, provocata dai protagonisti, ormai adulti. Nel corso della storia, infatti, il gruppo di ragazzi viene continuamente tormentato da Pennywise. Tale creatura, si sveglia ogni ventisette anni nella città di Derry e, quando ciò accade, ha una gran fame (specialmente di bambini). Inoltre, è in grado di assumere la forma delle paure peggiori della vittima. Come avrete intuito, tuttavia, IT predilige le sembianze di un pagliaccio.

Come già anticipato, King ha ambientato il suo romanzo a Derry. Si tratta di una trasposizione di Bangor, una città del Maine dove ha vissuto lui stesso. L’autore, tra le altre cose, ha riferito che anche lui temeva i pagliacci, quando era bambino. E per quanto riguarda l’ideazione, invece? Vi siete mai chiesti quale sia stata la fonte d’ispirazione del romanzo? Ebbene, è nato tutto dalla favola norvegese: “The Three Billy Goats Gruff“. La storia narra di tre caprette che, con l’astuzia, riescono a superare un ponte sotto il quale abita un troll vecchio e malvagio. In conclusione, lo scrittore ha impiegato ben quattro anni per terminare IT. Da ciò si può dedurre la complessità della sua trama. O forse centra il fatto che, in quel periodo, King facesse un notevole uso di droghe e alcol?

Prima edizione italiana di IT, 1987

Penniwyse raggiunge la televisione.

Nel 1990 venne prodotta una miniserie da due episodi, basata sul romanzo. Alla regia c’era Tommy Lee Wallace, mentre l’attore che si occupò di interpretare IT fu Tim Curry. I membri del cast affermarono che la prova di recitazione fosse talmente spaventosa e realistica che, ogni tanto, costringevano Pennywise ad allontanarsi dal set. E ricordate la scena in cui, il piccolo Georgie (Tommy Dakota), incontra il pagliaccio nel tombino? Tim Curry terrorizzò davvero il bambino nei panni di Georgie. Dopodiché si scusò con Tommy, dicendo che la scena doveva svolgersi necessariamente in quel modo.

La casa cinematografica New Line Cinema, invece, si è occupata di un altro adattamento. Si tratta di un film diviso in due parti: IT – Chapter One (2017) e IT – Chapter Two (2019). Il progetto è cominciato nel 2014 e, dopo alcune divergenze interne, la regia è stata affidata ad Andrés Muschetti (famoso specialmente per aver diretto La madre). IT – Chapter One è il film horror con maggior incassi nella storia del cinema. Della parte di Pennywise si è occupato Bill Skarsgård. Le parole del regista a proposito di quest’ultimo sono state:

“Il personaggio ha un comportamento infantile e dolce, ma c’è qualcosa di molto perverso in lui. Bill ha questo equilibrio. Può essere dolce e carino, ma sa anche essere abbastanza inquietante.”

A sinistra: IT, 1990. A destra: IT, 2017.

La natura di IT

Alcuni credono che la figura di IT sia ispirata a John Wayne Gacy, il serial killer che era solito travestirsi da clown. Tuttavia, la vera natura di Pennywise è ben più complessa. Stephen King, infatti, ha creato IT ispirandosi alla mitologia dello scrittore Howard Philips Lovecraft. Quest’ultimo, vissuto fino al 1937, è definito uno dei più grandi maestri di letteratura horror mai esistiti. I temi ricorrenti nelle sue opere sono la paura dell’ignoto e l’impossibilità, della mente umana, di comprendere tutto ciò che l’universo ha da offrire.

La forma più vicina a quella reale di IT, infatti, è quella di un ragno gigantesco (che appare nel finale, durante lo scontro con i protagonisti, nelle fogne). In ogni caso, si tratta solo di una traduzione della mente umana rispetto alla sua natura, una ‘semplificazione‘. Inoltre, nel romanzo, IT è indirettamente descritto come un’entità aliena. Tale essere sarebbe precipitato sulla Terra molto prima dell’essere umano (sotto forma di asteroide), proprio dove sarebbe sorta la città di Derry. Dopodiché si sarebbe fuso con le stessa, in una sorta di simbiosi.

IT, sotto forma di ragno gigante, nella mini serie del 1990.

 

Ricordate: IT risorge ogni ventisette anni, e ha una gran voglia di mangiare bambini.

Sarà forse un caso che, anche i due adattamenti cinematografici, sono sorti a distanza di ventisette anni l’uno dall’altro?