A Kinlough, cittadina turistica del nord-ovest dell’Irlanda, tre amici trentenni si ritrovano in occasione di un matrimonio, dopo anni nei quali le loro vite avevano preso strade diverse. In quei giorni però, la scoperta di un corpo sepolto da quindici anni precipiterà sul gruppo, mettendo i giovani di fronte a fatti che avevano cercato di dimenticare…

L’incipit appare semplice e magari risaputo, con un ritorno a casa ed un fantasma del passato che obbliga i protagonisti a riconsiderare le loro vite. Kala però è molto di più.
Il romanzo, debutto del giovane talento irlandese Colin Walsh, infatti è si un thriller efficace e ben scritto, che sa tenere la tensione durante tutta la sua durata e regala più di un colpo di scena al lettore, ma in realtà è soprattutto un romanzo di formazione nel quale la forza dei personaggi descritti supera in importanza perfino l’intreccio crime che è pure il cardine della storia. Durante la lettura di Kala è impossibile non familiarizzare con Mush, Helen, Joe e tutti gli altri personaggi descritti, caratterizzati così bene da ricordarci qualcuno che abbiamo conosciuto o, per certi versi, anche noi stessi in un determinato momento della nostra vita.
Lettura consigliata per un’estate che abbia il giallo del mistero, il rosso del sangue, ma anche i colori più gradevoli dall’amicizia. Di quel legame gratuito e libero che ci lega in giovane età ad alcune persone particolari, che ci restano dentro per sempre, oltre i confini del tempo.

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