Piccoli omicidi tra amici (Shallow Grave in inglese) è il film d’esordio del regista britannico che pochi anni dopo avrebbe conquistato il pubblico internazionale con Trainspotting (1996), Danny Boyle. Il film è interpretato da Ewan McGregor, Kerry Fox e Christopher Eccleston. Presentato nel 1994, il film si aggiudicò il BAFTA come miglior film britannico, imponendosi come una delle opere più originali del cinema inglese degli anni Novanta e rivelando fin da subito il talento di Boyle.

Un incipit che anticipa Trainspotting

I primi minuti del film sembrano quasi anticipare il cinema che Danny Boyle realizzerà qualche anno dopo con Trainspotting. La vicenda si apre infatti con il voice over di uno dei protagonisti mentre scorrono immagini frenetiche della città di Edimburgo: strade, vicoli riprese in maniera rapida e movimentata. Piccola curiosità: un occhio particolarmente attento potrà riconoscere che le riprese del film sono state effettuate a Glasgow a non a Edimburgo.

Il parallelismo con Trainspotting è evidente: il film del 1996 si apre con il celebre voice over di Mark Renton (Choose Life) mentre, insieme all’amico Spud, è inseguito da dei poliziotti per le strade di Edimburgo. Il montaggio rapido, la musica e la narrazione in prima persona diventano così una vera e propria firma stilistica del regista.

Tre coinquilini e un cadavere

I protagonisti del film sono tre giovani che condividono un grande appartamento a Edimburgo. Alex (McGregor) è un giornalista pigro e piuttosto svogliato, incline all’ironia e poco interessato alle responsabilità quotidiane. David (Eccleston), al contrario, è un commercialista estremamente ordinato, elegante e rigido, ossessionato dal controllo e dalle regole. Juliet (Fox), medico dell’ospedale locale, è intelligente, brillante e sarcastica. Entrambi i suoi coinquilini sembrano essere profondamente affascinati da lei.

La ricerca di un quarto coinquilino dà vita ad alcune delle scene più divertenti del film. I tre sottopongono i candidati a colloqui surreali, ponendo domande assurde e mettendoli deliberatamente a disagio. Le persone che si presentano vengono umiliate o allontanate con cinismo, mentre i protagonisti sembrano divertirsi più a giudicare gli altri che a trovare davvero qualcuno con cui convivere. In una delle battute più memorabili di questa scena, Alex chiede a un candidato: “Come reagiresti se ti dicessi che sono l’Anticristo?”.

Piccoli omicidi tra amici

Alla fine il trio sceglie Hugo, un uomo misterioso che appare diverso dagli altri candidati. Tuttavia, dopo appena pochi giorni, il nuovo coinquilino viene trovato morto nella propria stanza senza alcuna spiegazione apparente, solo alcune siringhe nascoste in un cassetto. Presi dal panico, Alex, David e Juliet decidono di sbarazzarsi del corpo in un bosco.

Il problema sembra risolto, almeno fino a quando i tre scoprono una valigia piena di denaro nascosta nella stanza del defunto. Da quel momento il film cambia completamente tono: la ricchezza improvvisa alimenta sospetti, gelosie e paranoie, mentre alcune persone iniziano a cercare il denaro scomparso.

Il denaro come strumento di corruzione

Più che raccontare un mistero, Piccoli omicidi tra amici osserva il progressivo deterioramento dei rapporti tra i protagonisti. Il denaro agisce come una forza corruttrice che porta alla luce le debolezze e le ambizioni di ciascuno.

L’amicizia che sembrava unire Alex, David e Juliet si trasforma lentamente in diffidenza e paura. Ognuno di loro inizia a vedere negli altri una possibile minaccia, mentre l’appartamento diventa sempre più un luogo di isolamento e sospetto.

Piccoli omicidi tra amici

Questa dinamica tornerà anche in Trainspotting. Nel finale del film del 1996, infatti, Mark Renton prende la borsa contenente il denaro ricavato dalla vendita dell’eroina e lascia l’albergo mentre Begbie dorme, portandola via e tradendo di fatto i propri amici. Si tratta di una delle scene più celebri della filmografia di Boyle e dell’espediente narrativo da cui prenderà avvio il sequel T2 Trainspotting.

In entrambi i film il denaro non rappresenta semplicemente una ricompensa, ma un elemento capace di mettere in crisi amicizie e rapporti consolidati. Boyle sembra suggerire che, di fronte alla possibilità di arricchirsi, anche i legami più forti possano crollare.

L’esordio di Danny Boyle

Già nel suo primo lungometraggio Danny Boyle mostra molte delle caratteristiche che renderanno riconoscibile il suo cinema. Il montaggio rapido, l’uso della musica e l’attenzione per gli spazi urbani anticipano infatti opere successive come Trainspotting.

La regia trasforma gradualmente l’appartamento in una vera e propria prigione psicologica. Le stanze, inizialmente luminose e accoglienti, diventano sempre più fredde, polverose e disordinate, mentre la fotografia accompagna il progressivo deterioramento dei protagonisti.

Tra thriller e black comedy

Uno degli aspetti più interessanti del film è la sua capacità di alternare umorismo nero e suspense. La prima parte è costruita come una commedia cinica e brillante, mentre la seconda si avvicina progressivamente al thriller psicologico.

Il film ricorda per certi aspetti il cinema dei fratelli Coen, soprattutto per l’idea che un evento casuale possa trascinare persone comuni in una spirale criminale. Boyle riesce così a costruire un racconto in cui il vero pericolo non proviene soltanto dall’esterno, ma soprattutto dalle fragilità dei protagonisti.

Classificazione: 3.5 su 5.

Piccoli omicidi tra amici è più di un thriller d’esordio. Danny Boyle realizza un film cinico, ironico e profondamente pessimista, nel quale il denaro diventa il motore della distruzione dei rapporti umani. Molti degli elementi che renderanno celebre il regista sono già presenti: il montaggio energico, l’uso della musica, l’ambientazione urbana e soprattutto personaggi pronti a tradire chiunque pur di salvarsi. Visto oggi, il film appare quasi come un laboratorio da cui nascerà Trainspotting. Non soltanto per la presenza di Ewan McGregor e per alcune scelte stilistiche, ma anche per il tema centrale che accomuna entrambe le opere: l’amicizia messa alla prova dal denaro e dall’egoismo.

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