E’ arrivato su Prime Video il 12 Luglio Primitive War, film del 2025 diretto dall’australiano Luke Sparke. La pellicola è basata sull’omonimo romanzo del 2017 di Ethan Pettus, che ha anche collaborato alla stesura della sceneggiatura.

TRAMA

1968, Guerra del Vietnam. Un manipolo di soldati americani, guidato dal sergente Ryan Baker, viene inviato in una zona isolata della giungla per rintracciare una squadra di commilitoni. Arrivati sul luogo, gli uomini si ritroveranno di fronte a uno spettacolo inspiegabile: fra le foreste vietnamite si aggirano molteplici dinosauri…

ECHI DEL PASSATO

Primitive War si pone l’obiettivo di regalare un’esperienza coi dinosauri più viscerale e orrorifica rispetto a quelle a cui siamo stati abituati nel corso degli anni. Se infatti la saga di Jurassic Park/ World ha regalato diversi passaggi ricchi di suspence, è anche vero che nessuno dei suoi capitoli ha mai cercato di avere un taglio prettamente horror. 

Se sulla carta questo potrebbe essere un punto a favore del film di Sparke, nei fatti si è rivelata un’arma a doppio taglio. Tanto nel concept quanto nella resa (soprattutto a livello di dialoghi) Primitive War sembra appartenere al filone di b-movies a alto tasso di muscolarità  in voga tra gli anni ‘80 e ‘90. Gli omaggi sono sempre cosa gradita, tuttavia la grande serietà con cui il concept è affrontato porta con sé un netto sentore di inattualità. 

Quando si muovono operazioni citazioniste, è sempre bene apportare piccoli aggiustamenti che permettano di regalare un’opera fresca. Nel caso di Primitive War, purtroppo non è così forse anche in virtù della volontà di rispettare il romanzo di partenza (non dimentichiamo che alla sceneggiatura ha collaborato l’autore stesso).

Nel recuperare tematiche cinematografiche di altri tempi, il film riesce comunque a regalare una spiegazione interessante per l’incredibile  presenza di creature preistoriche in Vietnam, inquadrandola come esito di un esperimento avvenuto nella Guerra Fredda, al suo apice proprio in quel periodo. Ciò permette inoltre di spostare il conflitto in un’ottica di uomo contro uomo e non più uomo contro dinosauro. D’altra parte, ci si dimentica spesso che i dinosauri erano semplici animali, non creature intrinsecamente malvagie.

Altro tallone d’Achille del film è il ritmo. Il minutaggio di 130 minuti porta con sé intere sequenze in cui la trama sembra girare a vuoto, in un ripetersi di scontri e inseguimenti che finisce per risultare stucchevole. Anche in tal caso, non possiamo escludere che si sia cercato di adattare il maggior numero possibile di scene dal materiale di partenza. Cinema e parola stampata rimangono, comunque, media radicalmente diversi e non tutto ciò che funziona in uno di essi può essere traslabile nell’altro. 

Le problematiche di ritmo risultano comunque limitate ai primi due atti, mentre il terzo può godere di una buona capacità di coinvolgere lo spettatore. Tuttavia, in quest’ultima parte, spunta una nuova problematica: la sospensione dell’incredulità risulta alquanto faticosa. Non entrando nel dettaglio, lo squilibrio di forze fra il team dei protagonisti e le creature preistoriche diventa davvero troppo marcato per essere credibile.

Apprezzabile risulta poi la discreta quantità di gore. Nel tentativo di regalare un’esperienza più viscerale, il film non si risparmia nel mostrare gli aspetti più violenti della morte di alcuni dei suoi personaggi fra le fauci dei dinosauri. Gli effetti tradizionali utilizzati sono di buon livello, in linea col budget contenuto del film.

I VERI PROTAGONISTI

Passiamo adesso al più grande punto di forza di Primitive War: i dinosauri. Con un budget di soli 7 milioni di dollari e un concept così ambizioso, il rischio di un prodotto anche visivamente fuori tempo massimo era più che concreto. Per fortuna, non è stato così.

Tranne in alcuni campi medi e lunghi, la CGI si mantiene su livelli più che discreti, regalando design in linea col sapore di grittiness dell’opera.

E non si tratta di design soltanto piacevoli da guardare ma anche, in alcuni casi, accurati. Per esempio, la rappresentazione degli spinosauri risulta coerente con le scoperte degli ultimi anni, che li vedono come creature fluviali capaci di alternare fra bipedismo e quadrupedismo. Poi vengono gli utahraptor e i deinonychus, portati in scena con il piumaggio che sappiamo possedessero. A essi viene affidato un ruolo persecutorio in branchi, simile a quello dei velociraptor di Jurassic Park/World. Questi ultimi tuttavia non hanno mai posseduto un design scientificamente accurato, ma modellato ad hoc in base alle necessità di trama.

In definitiva, Primitive War è un interessante esperimento, ma risulta carente soprattutto per approccio e ritmo. Nonostante ciò, la resa delle componenti “preistoriche” resta di buonissimo livello. Ne consigliamo la visione ai fan delle opere con i dinosauri, che troveranno un prodotto diverso rispetto a quelli a cui ci hanno abituati le major nel corso degli anni.

Classificazione: 2 su 5.

Trovate Primitive War nel catalogo di Prime Video.