La XXIII edizione del Ravenna Nightmare è stata davvero speciale. Un programma ricco di appuntamenti straordinari e appassionanti ha animato le giornate del festival, regalando emozioni intense e momenti indimenticabili.

Lo staff ha portato freschezza e dinamismo, accogliendo con entusiasmo ospiti nazionali e internazionali che ci hanno fatto sognare. La loro presenza ha reso ogni incontro un’occasione unica di scambio e ispirazione.

I film presentati hanno toccato corde profonde, suscitando riflessioni e brividi. È stato un piacere unico poterli ospitare e proiettare, condividendo con il pubblico storie potenti e visioni originali.

L’atmosfera, la passione, l’energia: tutto ha contribuito a rendere questa edizione memorabile. Un vero viaggio nell’incubo, ma anche nella bellezza del cinema che osa e sorprende.

Un’apertura da brividi al Teatro Alighieri

L’opening della XXIII edizione del Ravenna Nightmare è stato un grandissimo successo: circa 600 persone hanno gremito il Teatro Alighieri per assistere alla proiezione de Il fantasma dell’opera, capolavoro senza tempo che continua a incantare generazioni.

La magia è stata amplificata da una colonna sonora originale, composta ed eseguita dal vivo dai talentuosi ragazzi del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Ravenna, sotto la direzione del professor Paolo Marzocchi. Un’esperienza immersiva, intensa, che ha unito cinema e musica in un connubio perfetto.

Che dire? Un successo incredibile. I ragazzi sono stati straordinari, regalando al pubblico un’emozione autentica e vibrante. Il film, con la sua potenza visiva e narrativa, ha confermato ancora una volta il suo status di capolavoro immortale.

Seconda giornata: il talento di Luca Fabiani conquista il pubblico

Dopo un opening così prestigioso, il secondo giorno del Ravenna Nightmare ha visto protagonista Luca Fabiani, regista emergente al suo primo lungometraggio: Blooming Death. La proiezione ha riscosso un successo travolgente, coinvolgendo il pubblico in una storia intensa e originale.

Il film ha lasciato il segno, tanto che al termine del festival si è aggiudicato il prestigioso Premio Metalupo del Concorso Nazionale Lungometraggi. Un riconoscimento importante, che celebra non solo la qualità dell’opera, ma anche la visione e il coraggio di un giovane autore.

I nostri più sinceri complimenti a Luca: ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di una carriera lunga, ricca e soddisfacente. Il suo talento promette molto, e noi saremo felici di seguirne il percorso.

Un susseguirsi di emozioni e grandi nomi

Dopo un’apertura memorabile e il successo di Blooming Death, il festival ha proseguito con un vero e proprio susseguirsi di grandi registi e ospiti d’eccezione, che abbiamo avuto il piacere e l’onore di accogliere.

Tra i protagonisti:

  • Simon Rumley, maestro del cinema disturbante e visionario. Con il suo lungometraggio “Crushed” ha appassionato e spaventato tutti, tanto da vincere sia il premio del pubblico che della critica.
  • Signe Birkova, con il suo stile sperimentale e poetico
  • Martin & Michael Vrede Nielsen, duo creativo che ha portato una ventata di innovazione
  • Davide Montecchi, con il film “Al progredire della notte”
  • Mara Fondacaro, con “Il Primo Figlio”
  • Elisabetta Sgarbi e Eugenio Lio, con “L’isola degli idealisti”
  • La Medaglia al Valore 2025, Brando De Sica, che ci ha conquistati con la sua simpatia, la sua passione e una carriera ricca di esperienze e successi.

Cinema e letteratura si incontrano

Il festival ha saputo fondere linguaggi e sensibilità diverse, ospitando anche gli incontri letterari, in collaborazione con Giallo Luna Nero Notte, con autori di spicco come Massimo Carlotto, che ha arricchito il programma con riflessioni profonde e coinvolgenti.

L’anima del festival

In ogni proiezione, in ogni incontro, è emersa l’anima autentica del Ravenna Nightmare: un luogo che sa accogliere, emozionare e far riflettere, dove il cinema diventa esperienza condivisa e trasformativa.

Infine come non parlare delle premiazioni, ecco qui tutti vincitori di quest’anno:

Premio Metalupo del Pubblico per il Concorso Nazionale Lungometraggi

Viene assegnato a “Blooming Death” di Luca Fabian

Premio della critica assegnato dalla giuria composta da Manlio Gomarasca, Paolo Nizza e Fabio Zanello

Viene assegnato a “Crushed” di Simon Rumley: “il regista Simon Rumley, fautore della violenza ellittica e fuori campo, in “Crushed” usa il genere per polarizzare i meccanismi delle dinamiche relazionali e delle pulsioni di vendetta con un ferreo credo religioso. Rumley confeziona un vero e proprio incubo in cui scivolare e smarrirsi, un’opera complessa e tecnicamente ineccepibile.

Menzione speciale della giuria sul Concorso Internazionale Lungometraggi

Viene assegnato a “Lotus” di Signe Birkova: “in “Lotus”, la regista Signe Birkova è magistrale nell’intrecciare gli snodi narrativi, giocando con il metacinema impregnato di surrealismo, elevando all’ennesima potenza il potere dell’immagine e sfruttando le suggestioni del cinema muto. Un sovraccarico culturale, cromatico e sensoriale per un film mosaico dai molteplici tasselli.

Premio del pubblico Anello d’Oro Concorso Internazionale Lungometraggi

Viene assegnato a “Crushed” di Simon Rumley

Premio del pubblico Anello d’Argento Concorso Internazionale Cortometraggi

Viene assegnato a “First Sight” di Andrew McGee

Premio Associazione Deserto Rosso Concorso Internazionale Cortometraggi 

Viene assegnato a “Les Bêtes” di Michael Granberry 

Premio Méliès d’Argent assegnato sul Concorso Europeo Cortometraggi dalla giuria composta da Luca Balduzzi, Gerardo Lamattina e Gianmarco Pezzoli 

Viene assegnato a “The Leader Will Come” di Michiel Geluykens per l’uso attento e incisivo del linguaggio cinematografico, capace di costruire un’atmosfera intensa e suggestiva. Il film è sostenuto da interpreti di grande presenza, i cui volti e sensibilità attoriali donano autenticità e profondità a ogni scena.

Menzione speciale della giuria sul Concorso Europeo Cortometraggi 

Viene assegnato a “TV or the Disturbance on Forest Hill Road” per aver saputo coniugare l’animazione con un argomento di stretta attualità come la sovraesposizione alle tecnologie (vecchie e nuove), attraverso uno stile molto peculiare e moderno.

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