The Drama – Un segreto è per sempre è l’ultimo film dello scrittore e regista Kristoffer Borgli. Interpretato da Zendaya e Robert Pattinson, vede nel cast anche Alana Haim (Licorice Pizza), Mamoudou Athie, e Hailey Gates. Prodotto da A24, già dalla premiere a Los Angeles il film ha ricevuto ottime recensioni dalla critica e dal pubblico.

Trama
Manca una settimana al matrimonio dei due protagonisti, Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson). Con una coppia di amici stanno scegliendo il menu dal catering e dopo alcune bottiglie di vino decidono di raccontarsi a vicenda qual è la cosa peggiore che hanno fatto nella loro vita. Tutto risulta divertente fino al momento della confessione della sposa, che fa entrare in stato di crisi il suo rapporto sia con gli amici, che con il suo futuro marito.
Un breve focus sul regista
Se pur al suo terzo film, Kristoffer Borgli vanta già uno stile molto riconoscibile. Oltre ad aver scritto tutte le sue sceneggiature (brillanti abbastanza da attirare l’attenzione di A24), in ogni sua pellicola spicca l’intenzione di mettere a disagio lo spettatore e di avere una natura provocatoria. Esattamente come nel precedente Sick Of Myself, il montaggio mischia realtà e fantasia, e con un bel ritmo mantiene l’attenzione sempre alta.

Opinione che hai, film che trovi
il film non è sicuramente unidirezionale. Lo spettatore non riceve allcun tipo di pressing sull’opinione da avere riguardo alla confessione di Emma, ma quello che penserete condizionerà la vostra esperienza della visione. Credete nella sua redenzione? In base alla risposta a questa domanda accoglierete il grottesco in modo divertente o come una critica pesante. Principalmente quello che sembra voler fare il regista è di far scaturire più riflessioni e domande possibili al pubblico sul tema… tema che scoprirete durante la visione.

Il tema del pregiudizio
Il fulcro attorno a cui ruota tutto il film. Dal momento della confessione, il film si spacca a metà tra le conseguenze che Emma deve affrontare nel rapporto con gli altri -sinonimo di come la società accoglie questo tipo di informazioni- e nel rapporto di coppia, specificatamente con Charlie. Questa nuova informazione su Emma diventa per lui una lente attraverso la quale il modo in cui era abituato a conoscerla assume colori completamente diversi, portandolo a mettere in dubbio tutto quello che pensava di sapere su di lei. La rivelazione cioè non è scevra da associazioni spontanee, rientra in una categoria, ed è il pregiudizio su quella categoria che fa rivalutare tutto. The Drama porta quindi a chiedersi quanto conosciamo davvero le persone che amiamo non solo a causa di semplici segreti, ma basandosi sul fatto che questi segreti possano costituire un modo differente di leggere la persona accanto a noi. Dal punto di vista della ricezione del problema da parte della collettività invece, è interessante vedere come il matrimonio viene dipinto dal regista come una dimostrazione sociale, un debutto, qualcosa di semplicemente diverso dal festeggiamento del sentimento amoroso. C’è quindi tanta critica anche sul perbenismo americano, Borgli crea proprio una satira in cui i valori fondamentali del paese vogliono essere scardinati e rivalutati.

!Allerta spoiler da qui in avanti! – Qualche parola per chi l’ha già visto
Per chi sa già il segretino del film, sarà evidente che c’è una forte critica alla legalità delle armi in America e alla quotidianità delle stragi scolastiche, ovvero l’esempio più evidente della controversia della questione. Il regista in generale si interroga sul concetto di violenza e potrebbe far trasparire l’idea che questa sia un sentimento piuttosto comune, dipende però da come -e se- lo si cerca di sublimare, da che contesto ci circonda, e quali opportunità l’ambiente in cui viviamo ci offre per agirla.
Femminilità e violenza
Un altra cosa molto interessante è la scelta di mettere una protagonista femminile al centro della questione. Se fosse stato un uomo la nostra percezione sarebbe stata diversa a causa della culturale e storica violenza connessa al genere maschile, e a quel punto inutile dire che la questione non sarebbe stata più divisiva. Se i ruoli fossero stati ribaltati avremmo inevitabilmente riposto poca fiducia nella capacità di controllo di un istinto aggressivo del ‘colpevole’, soprattutto se represso. Al tempo stesso però il tema non acquisisce solo tratti polarizzanti, ma anche -di nuovo- culturali: se per un uomo avremmo dato per scontato che la rabbia prima o poi avrebbe preso il sopravvento, per una donna è sicuro che nemmeno l’agito, ma anche solo il pensiero non sia assolutamente accettabile. L’idea è che in quanto donna non sia abilitata a farlo, non abbia il permesso dell’opinione pubblica, del senso comune che nel film è rappresentato dal personaggio dell’amica, interpretata magistralmente da Alana Haim.

La somatizzazione di ciò che è stato represso
A proposito di repressione, invece, è incredibile la rappresentazione di quanto fosse importante questo segreto per Emma tramite l’espediente del vomito. Questa reazione fisica rappresenta perfettamente la pressione che la protagonista sente riguardo all’argomento: quanto questo per lei sia delicato, quanto sia stato faticoso da tenere dentro e abbia cercato vie di fuga tramite verità. La somatizzazione spesso parla per noi tramite i significati che diamo alle azioni, tramite associazioni e similitudini, e rimettere può facilmente rappresentare un sentimento tenuto dentro per tanto tempo nonostante la sua persistenza nella nostra mente.
La quantità di argomenti esplorati, la forte comicità, il romanticismo, le perfette interpretazioni, l’irriverenza, le bellissime immagini, la politica, la profondità, tutto in una linea narrativa pulita e diretta. Semplicemente cinque stelle 🙂 .
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