Il 29 Luglio del 1988 Zombi 3 di Lucio Fulci uscì nei cinema italiani e fu un vero e proprio disastro. Quello che sarebbe dovuto essere il sequel del mitico Zombi 2 fu stroncato dal pubblico e della critica italiana per arrivare all’estero solo in formato home video ed essere stroncato anche lì. Ma come mai? Forse perché Zombi 3 non è un vero film di Lucio Fulci?

Trama

In una base militare è stato sintetizzato il terribile virus Death One, in grado di risvegliare i morti. Ma il virus viene rubato da un gruppo di terroristi, uno dei quali rimane contagiato. I militari però, si sa, non sono particolarmente intelligenti: trovano il cadavere dell’uomo, lo cremano ma lasciano che le ceneri si disperdano nella zona. A quel punto basta uno stormo di uccelli e il contagio zombi è servito!

NON è un film di Fulci

Partiamo da questo: Zombi 3 non è davvero un film di Lucio Fulci. E non sono io a dirlo, è stato Fulci stesso ad affermarlo più volte: non considerava suo il film, lo rinnegò e criticò aspramente il risultato finale e chi lo aveva portato a compimento. In effetti dei 95 minuti di pellicola, Lucio ne girò solo circa 70 prima di abbandonare quella nave destinata al disastro. Il regista romano aveva infatti ben chiaro cosa volesse realizzare, ma semplicemente non ebbe la possibilità di farlo. Alcune fonti affermano che Fulci fu costretto ad abbandonare le riprese a causa dei suoi problemi di salute, altre che terminò il film ma la produzione lo considerò troppo breve e incompleto. Altre ancora che Fulci decise di allontanarsi dal progetto in seguito a problemi con la produzione. Quel che è certo è che la Flora Film chiamò altri per terminare il progetto: Claudio Fragasso e Bruno Mattei. Nessuno dei due è accreditato come regista, ma sembrerebbe proprio che le cose siano andate così.

Ma cosa avrebbe voluto realizzare Fulci con Zombi 3? Inizialmente nulla. Certo, il regista aveva il pallino di girare un sequel di quel film che lo aveva reso famoso in tutto il mondo (Zombi 2), ma quando la Flora Film gli propose la sceneggiatura scritta da Claudio Fragasso, si dice lui dimostrò titubanza. Accettò comunque, probabilmente spinto dal budget messo a disposizione e dal suo agente. Volò quindi assieme a sua figlia nelle Filippine, benché malato. Se fosse vero quel che si dice (non ci metterei la mano sul fuoco) Fulci avrebbe dovuto ascoltare quella vocina nella testa che gli diceva di lasciar perdere, perché Zombi 3 è un film senza capo né coda, senza senso, girato in maniera discontinua, trash oltre ogni limite, scritto male, recitato peggio. Un film di zombi dove sono proprio gli zombi a non funzionare, involontariamente caricaturali e incoerenti nella loro rappresentazione. Ma, soprattutto, è chiaro come Zombi 3 sia una massa di scene splatter messe insieme con lo sputo, prive di una coerenza o struttura narrativa e, in molti casi, girate in fretta e furia. E il fatto che a distanza di tempo sia diventato uno scult non lo rende migliore di quello che è.

Zombi 3 non è un film di Fulci. Non lo dico per amore nei confronti di uno dei miei registi preferiti, che comunque nella sua carriera ha sbagliato spesso. La mano del nostro si vede, ma è evidente che si tratti di un film sbagliato, messo insieme alla bene e meglio per uscire al cinema e giustificare i soldi spesi. Certo, l’epoca dell’horror splatter in Italia era sul viale del tramonto, ma anche all’estero il film fece un buco nell’acqua. Fragasso, chiamato in fretta e furia per sostituire Fulci, scrisse le scene di collegamento con sua moglie Rosella Drudidi (che aveva già collaborato alla stesura della prima sceneggiatura) e volò nelle Filippine, dove chiese l’aiuto (così si dice) di Mattei, già lì per un suo progetto personale. I due, insieme, girarono le parti mancanti. Fulci, in seguito, criticò aspramente la versione definitiva del film, nonostante la Drudidi abbia affermato il contrario.

Un disastro ma non il peggiore della serie

Guardando Zombi 3 è impossibile non rendersi conto di quanto sia un film derivativo.
Ovviamente il nume tutelare della pellicola resta George Romero, non solo con i suoi film di zombi ma anche attraverso gli omaggi a una pellicola come La città verrà distrutta all’alba. Ma, guardando bene il film, è impossibile non notare vere e proprie citazioni nascoste come quella a Gli Uccelli di Hitchcock o a Il ritorno dei morti viventi di Dan O’Bannon. Stranamente è proprio con quello che dovrebbe essere il secondo capitolo della serie ad avere quasi nulla a che fare. Zombi 2, del 1979, era un film lontano dallo zombi movie moderno inaugurato da Romero. Piuttosto è collegato al filone classico del voodoo e a una concezione culturalmente (ai giorni nostri) superata ma che funzionava benissimo nel contesto estremamente moderno del film. Con Zombi 3 invece avviene un vero e proprio ribaltamento. Non sarà il primo, ma è sicuramente tra i primi film a trattare il tema zombi da un punto di vista virale, basato su elementi fantascientifici.

La stessa linea fu seguita dal sequel girato da Fragasso un anno dopo (1989): Zombie 4: After Death. Ancora una volta non si tratta di un verso sequel poiché il film di Fragasso con quello di Fulci non ha nulla a che fare. Sì tratta piuttosto di una riscrittura dello stesso che si rivelò un buco nell’acqua ancora più grande. Da più critici definito il punto più basso raggiunto dalla serie, sembrerebbe quasi avvallare la tesi che il disastro di Zombi 3 sia stato colpa proprio di Fragasso. Tutto questo, ovviamente, non serve a trovare delle attenuanti per un film sconclusionato ma, soprattutto, poco divertente. Il (non) film di Fulci si rivela una sequela di scene prive di forza e coerenza, senza quella poetica della morte tanto cara al Maestro. Le stesse scene gore sono stanche, senza fantasia se non cadendo nel farsesco e nel trash involontario. Zombi 3 è un film privo di anima, riscritto, rigirato e montato a tavolino. Quel che c’è di buono, quindi, si va a perdere e quello che doveva essere il rilancio di Fulci dopo una serie di film di scarso successo (il sottovalutatissimo Aenigma risale al 1987, un anno prima di Zombi 3), diventa il canto del cigno del regista da un punto di vista commerciale.

Conclusioni

Zombi 3 negli anni da qualcuno è stato persino rivalutato, assurgendo a cult dello zombi-movie. Questo dimostra ancora una volta che a contribuire al successo postumo di un film molto stesso è proprio la storia travagliata dello stesso. Non tutto è da buttare. L’idea alla base è ricca di possibilità, l’ambientazione è perfetta, gli effetti speciali adeguati. Peccato che la fotografia di Riccardo Grassetti si sia dovuta adattare a scelte forzate come quella di girare di giorno e non di notte, che il montaggio di Alberto Moriani abbia dovuto mettere insieme scene scollegate e girate in momenti e in modi diversi (e sono tante le scene tagliate tra quelle originariamente girate da Fulci). Peccato per attori non all’altezza come Beatrice Ring, Deran Sarafian (che in seguito ha avuto successo alla regia televisiva) o Ottaviano Dell’Acqua, forse deficitari più per la direzione che per le loro reali capacità.

Zombi 3 non è un film di Fulci, ma resta comunque un film di Lucio Fulci. E il fatto che, a distanza di tanti anni, se ne parli ancora, forse vuole dire tutto, forse niente.

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