A Maggio 1992, 30 anni fa, arrivava sugli scaffali delle fumetterie statunitensi Spawn #1, scritto e disegnato dall’artista canadese Todd McFarlane.

L’albo vendette 930mila copie, divenendo il comics americano più venduto fra quelli pubblicati da una casa editrice indipendente.

Andiamo ad approfondire la storia dietro a questo albo iconico, che potete leggere in maniera legale cliccando qui.

IMAGE COMICS

Todd McFarlane era uno dei nomi più affermati nel panorama fumettistico del periodo. Il suo lavoro per la Marvel Comics ne aveva messo in luce lo stile unico, fatto di volti grotteschi, moltissimi dettagli e pose innaturali. In particolare, a lui si dovette la “rivoluzione” nello stile di rappresentazione di Spider-Man, che per la prima volta si allontanò dal modello massiccio e pulito di John Romita Sr per regalarci un super-eroe longilineo, sinuoso, molto simile all’animale da cui prendeva il nome. A McFarlane fu peraltro dovuta l’ideazione grafica di Venom, che sarebbe divenuto uno degli anti-eroi più importanti della Marvel negli anni a venire. Come vedremo, anche Spawn sarebbe stato un anti-eroe.

McFarlane cominciò col tempo a sentirsi limitato dai paletti della Marvel. Nonostante gli fosse stata concessa una testata in cui avrebbe potuto anche scrivere le sue storie di Spider-Man, l’artista canadese andò maturando una crescente irrequietezza, acuita dal mancato riconoscimento dei diritti d’autore per gli artisti sotto contratto con la Marvel. Fu così che lui e altri nomi di punta del periodo (fra cui i bravissimi Jim Lee ed Erik Larsen) nel 1992 lasciarono la Casa delle Idee per fondare una propria casa editrice indipendente, la Image Comics.

La fondazione della Image diede agli artisti la possibilità di creare personaggi originali detenendone ogni diritto di sfruttamento, ma anche la libertà di affrontare esplicitamente delle tematiche che Marvel e DC Comics preferivano soltanto accennare.

In questo ambiente nacque Spawn, una delle primissime testate pubblicate dalla neonata casa editrice.

UN TRAGICO ANTI-EROE

Le prime due tavole ci forniscono scorci dell’ambientazione delle vicende: New York City. La New York di Spawn è, se possibile, ancora più oscura della Gotham City di Batman. Gran parte delle storie hanno infatti luogo di notte e tagliano quasi del tutto fuori la componente chiassosa e affollata della metropoli nord-americana, per concentrarsi sui vicoli e sugli scorci più malfamati. Spazzatura, topi e lattine riempiono spesso le iperdettagliate tavole di McFarlane e collaboratori.

La terza tavola introduce una sorta di topos nelle storie di Spawn: il diverso modo con cui le informazioni possono essere veicolate dai media. Quasi sicuramente McFarlane si rifece, con questa scelta, a un altro importantissimo autore di comics, Frank Miller, che aveva fatto della sottile critica agli organi di informazione una delle cifre stilistiche fondamentali della graphic-novel “Batman: Il ritorno del cavaliere oscuro”.

La quarta e la quinta tavola ci forniscono un primo resoconto del background del personaggio.

Già dalle prime battute (“I remeber there was someone. Someone to love. Someone to hate. And I was something”) vediamo introdotte tre delle tematiche fondamentali di gran parte dei primi albi di Spawn.

-L’amore: è l’amore per la moglie Wanda a muovere il nostro personaggio.

-L’odio: l’odio verso Jason Wynn, colui che tira in segreto le fila di gran parte dei servizi segreti mondiali.

-Il rimpianto: Spawn in principio era Al Simmons, infallibile e freddo agente della CIA che si sporcò le mani col sangue di moltissime persone.

“I remember dying”. Al Simmons fu ucciso su ordine di Jason Wynn, in quanto considerato ormai troppo ingombrante. “I needed. He gave. […] All I could think was her”. L’anima di Al Simmons ha fatto un patto col demone Malebolgia per poter vedere ancora l’amata moglie. E’ così che Simmons è divenuto un Hellspawn, una creatura infernale alle dipendenze dell’Inferno. Lo scopo di Spawn è quello di accrescere le fila delle anime agli ordini di Malebolgia, che le potrà pertanto utilizzare come proprio esercito personale nella lotta contro il Paradiso.

Nelle successive tavole vediamo con chiarezza l’iconico design del personaggio. Ciò che lo copre non è un costume, come accadeva per gran parte dei supereroi, ma un tessuto vivo chiamato necroplasma. Il necroplasma è in grado di rigenerarsi autonomamente e di proteggere l’Hellspawn da eventuali pericoli. In aggiunta a ciò, Simmons può padroneggiare poteri quali la temporanea alterazione del proprio aspetto, il teletrasporto o l’emissione di flussi energetici .Tali facoltà comportano tuttavia un notevole costo: se abusate, possono condurre l’Hellspawn a una seconda e definitiva morte.

A tavola 7 apprendiamo un ulteriore effetto collaterale del patto con Malebolgia. Yeah. He gave me power but he robbed me of my memories”. Nei primi albi di Spawn, il redidivo Simmons non ricorda nulla del proprio passato se non per singole nozioni e sprazzi di ricordi. Inoltre, in Spawn #3 viene rivelato che la resurrezione dell’ex agente della CIA è avvenuta ben cinque anni dopo la morte. In tale lasso di tempo l’amata moglie Wanda si è risposata con Terry Fitzgerald, che era stato il migliore amico di Simmons.

Spawn vive pertanto in un limbo, ai margini della società, senza una casa o un reale obiettivo al di fuori della vendetta. E’ un anti-eroe tragico, dilaniato dall’afflizione verso la propria condizione di non morto e dal timore di poter procurare dolore a coloro che gli si avvicinano. Inizialmente, infatti, Spawn viene accolto da una comunità di senzatetto che vedono nell’oscuro vendicatore una sorta di protettore. Saranno tuttavia molti gli antagonisti, umani e non, che varcheranno le soglie di quella Città dei Topi alla ricerca dell’ex Al Simmons, portando con loro sangue e distruzione.

Una differenza fondamentale tra Spawn e gli altri supereroi, oltre all’assenza di una vita ordinaria, è il modus operandi. In accordo con la sua natura infernale, Spawn non si fa alcun problema a dilaniare e trucidare chiunque si metta contro di lui. Paradigmatico è il caso del pedofilo Billy Kincaid, ispirato a John Wayne Gacy, il cui corpo martoriato viene fatto trovare all’interno di una locale stazione di polizia (Spawn #5).

Gran parte delle storie di Spawn sono state scritte da McFarlane (con illustri eccezioni, come Alan Moore) mentre ai disegni troviamo maestri del calibro di Greg Capullo, Tony Daniel e Szymon Kudranski.

Greg Capullo spinse ai massimi livelli l’estetica di McFarlane.

Nel 1997 è stato dedicato un lungometraggio al personaggio, che è però tuttora considerato uno dei peggiori cinecomics di sempre. Da anni Todd McFarlane esprime il desiderio di dirigere personalmente una nuova pellicola dedicata alla sua creatura, ma a oggi il progetto non ha ancora raggiunto l’ufficialità.

Quello che avete appena letto era soltanto un breve quadro d’insieme su questo magnifico personaggio. Molti aspetti, quali antagonisti o colpi di scena, sono stati tralasciati per non rovinare il piacere della lettura a chi vi si approccerà per la prima volta. Cosa aspettate, quindi, a tuffarvi (o rituffarvi) nel malsano universo dark creato dal buon Todd McFarlane?