Al suo esordio alla regia Lisa Bruhlmann ci regala un piccolo gioiello, Blue my mind è un racconto di scoperta e formazione dai toni body horror e dall’anima nera.

 

Presentato nel 2017 in molti festival cinematografici sia svizzeri che europei, Blue my mind ha saputo conquistare la critica ed affascinare il pubblico. La giovane regista riesce a raccontare una storia apparentemente senza troppi filtri sulle adolescenti di oggi, inserendo però anche parecchi elementi horror. Il risultato è un film che incolla lo spettatore durante la visione, capace di parlare di cambiamenti adolescenziali usando la chiave del body horror. Il tutto con una trama che, piano piano, dipana i suoi fili per giungere alla sorprendente e poetica conclusione.

 

Nuove vite e passati misteriosi

Il film racconta dell’arrivo di Mia, una ragazza di 15 anni, insieme alla sua famiglia alla periferia di Zurigo, dopo che il padre ha ottenuto un nuovo lavoro. Questo comporta ulteriori cambiamenti per una ragazza che sta vivendo un periodo emotivamente delicato della sua vita. L’arrivo nella nuova scuola e la conoscenza di un gruppo di ragazze popolari ma indisciplinate come: Gianna, Nelly e Vivi, la porterà a prendere molte decisioni sbagliate. Blue my mind però inserisce anche un altro elemento di cambiamento oltre a quello caratteriale: quello della mutazione. Mia scoprirà, giorno dopo giorno, di star cambiando ma in modo molto diverso rispetto alle sue coetanee. In lei sta avvenendo qualcosa che riguarda anche il suo passato, qualcosa che addirittura i suoi genitori le hanno tenuto all’oscuro.

 

Un misto di realismo e fiaba nera

Lisa Bruhlmann è stata molto brava a saper creare una commistione di due diversi generi. Da una parte il racconto di un teen drama, anche se con un taglio molto più autoriale, dall’altra una storia di mutazioni spaventose. Questo secondo elemento discende, prima ancora che dal filone del body horror, da alcuni elementi della fiaba nera. Il tutto è stato amalgamato con maestria, tanto che alla fine lo spettatore crederà sicuramente plausibili molti elementi di fantasia. Blue my mind non è un film che evita di andare a mostrare quello che molte volte viene detto delle adolescenti, ma che molti film accennano solamente. Il fatto che sia una donna dietro la macchina da presa rende il tutto ancora più crudo e senza filtri rispetto al lavoro di un uomo.

Nel film sono presenti diversi momenti in cui le protagoniste sono ubriache o sotto l’effetto di droghe. La regista decide di mostrare senza filtri alcuni momenti di sballo delle giovani, portando lo spettatore ad essere lì con loro. Infatti viene fatto abbondante uso della camera a mano in molte di queste sequenze. Non mancano anche le scene di sesso, anche se non particolarmente esplicite, che però rendono perfettamente il senso delle varie situazioni. Se ci fosse stato un uomo dietro la macchina da presa avrebbe forse mostrato di più in queste scene, ma evitando altri momenti scelti dalla regista per rappresentare anche il disagio di una generazione alla costante ricerca di modelli di riferimento.

Parallelamente al racconto dei cambiamenti che l’adolescente Mia decide di intraprendere, abbiamo la sua mutazione a livello fisico. Questi due aspetti della sua vita sembrano intrecciarsi sempre di più, anche se in realtà i comportamenti della giovane non influenzano i suoi mutamenti. La causa dei cambiamenti che attraversano il suo corpo, lacerandolo e trasformandolo, sono da ricercarsi nel suo passato. Infatti, durante la visione molti aspetti della sua infanzia ci verranno accennati, giusto per farci capire come collegare tutti gli elementi prima di arrivare al finale.

 

Macabra scoperta e poetico finale

Quando noi spettatori uniremo i vari indizi forniti dalla regista, potremo comprendere appieno il finale poetico e malinconico. Blue my mind riesce a raccontare non solo una storia di formazione ma soprattutto una storia di scoperta. Mia arriverà a scoprire il suo passato, potendo così accettare la sua condizione presente. Il suo futuro non ci è dato saperlo, vuole essere aperto alla fantasia del pubblico, lasciandoci con un velo di malinconia ed un mare di speranza.

 

Blue my mind è un racconto all’apparenza senza censura e crudo sulle adolescenti di oggi, condito da elementi body horror, che riesce però a raccontare una bellissima e malinconica moderna favola nera.