Abbiamo avuto il piacere di assistere alla proiezione di “Crawl” nella cinepiscina del Cinecittà World, guardando il film al buio dentro l’acqua. Sicuramente questo ha aiutato il nostro coinvolgimento, visto che il film è interamente svolto nell’acqua!

Crawl è un horror che può essere catalogato nel sottogenere dei “monster-movies”, quei film dove i protagonisti combattono per sopravvivere contro mostri o predatori feroci.

In Crawl abbiamo un forte uragano che colpisce la Florida, e la protagonista (Kaya Scodelario, attrice che ha avuto successo con la serie “Skins”, e “The Maze Runner”) decide di mettere da parte il rancore verso suo padre e va a trovarlo.  Il padre è rimasto bloccato nel seminterrato in compagnia di un alligatore, e la situazione, ovviamente, si complicherà…

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Bene, il film mantiene esattamente quello che promette, insomma non aspettatevi una trama articolata o colpi di scena sorprendenti…

Per me è stata un’esperienza piacevole, divertente da seguire e con la giusta dose di suspance.

Il regista è il francese Alexandre Aja, autore del bellissimo “Alta Tensione” e del remake di “Le Colline hanno gli occhi”. Tecnicamente il film è confezionato bene, la fotografia e la regia sono sempre compatti con un montaggio serrato per mantenere la tensione. Il film risulta credibile, con un lavoro notevole svolto con gli alligatori e gli effetti speciali. La sceneggiatura c’è da dire che non è del regista, e la narrazione è proprio il punto debole del film. Forse è fin troppo classica, non osa mai nulla e resta ancorata per tutta la durata alle sorti dei due protagonisti, con l’aiuto dei flashback per non risultare troppo ripetitivo.

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Ma come vi dicevo non è un horror da cui aspettarsi grandi risvolti narrativi, se visto con le giuste premesse il film intrattiene e non delude. Curiosità: è prodotto da Sam Raimi insieme alla Paramount, realizzato con un budget medio-basso per un horror (infatti l’incasso ha superato le spese soltanto con l’uscita americana).

A Sam Raimi non manca certo il fiuto per questi progetti, e come ci ha insegnato, non serve una produzione esagerata per realizzare un buon horror.

 

Voto Finale
65%

 

A cura di Alex Modica