Elfo, storie di un sogno: un’installazione a cura della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano

I 50 anni di storia della compagnia del Teatro dell’Elfo, il suo rapporto con il pubblico e il legame con la città di Milano sono gli elementi cardine dell’installazione Elfo, storie di un sogno, interattiva realizzata dalla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti per celebrare l’importante anniversario.

Nel sottopalco della sala Shakespeare, trasformato in uno spazio dall’atmosfera sospesa e caratterizzato da 15 di schermi di proiezione di diverse forme e dimensioni, i visitatori entreranno nell’installazione interattiva che offrirà un’esperienza coinvolgente e immersiva, in cui il pubblico diventa parte integrante dell’opera.

Grazie ai racconti dei protagonisti, Gabriele SalvatoresElio De CapitaniCristina CrippaFerdinando Bruni e Ida Marinelli tra gli altri, e a materiali inediti provenienti dall’archivio della compagnia, l’installazione permetterà ai visitatori di immergersi in un’esperienza ‘dietro le quinte’ in cui potranno incontrare virtualmente i membri della compagnia e attraverso aneddoti e racconti di prima mano, crearsi un proprio percorso attraverso cinque decenni ricchi di storie, cultura e spettacolo.

 L’apparente semplicità con cui il pubblico interagisce con l’installazione nasconde una complessa narrazione non lineare che si svolge contemporaneamente su più piani permettendo al pubblico di mettersi in gioco ed esplorare i contenuti audiovisivi a propria misura, sperimentando nuovi modi di percezione sensoriale e cognitiva.

Attraverso l’interazione con gli Elfi e con gli scenari di Milano, il pubblico può creare un’esperienza personalizzata, che da un lato si adatta ai propri desideri e alle proprie emozioni e dall’altra offre l’opportunità di interagire anche con gli altri spettatori, creando un ambiente di socializzazione e di condivisione di emozioni ed esperienze.

La costruzione

Il nucleo del lavoro nasce dall’ascolto delle voci dei suoi protagonisti. Dopo uno studio attento degli
archivi disponibili, gli studenti hanno a lungo incontrato i protagonisti e fondatori del Teatro dell’Elfo.
Per raggiungere il massimo grado di naturalezza, le interviste sono state raccolte in forma collettiva,
come dialogo tra i protagonisti anziché singolarmente in forma di risposte a domande di un
conduttore.

Attori, registi, tecnici, organizzatori del Teatro si sono interrogati a vicenda utilizzando un gioco di
carte tematiche messo a punto per l’occasione dagli studenti. Questo dispositivo, ha permesso un
coinvolgimento e una spontaneità ideali che si riflettono nella user experience dell’installazione. Al
contempo dai racconti dei protagonisti emergono l’amore per i testi e gli autori contemporanei, la
sperimentazione dei linguaggi, l’irriverenza e l’impegno politico, lo stretto rapporto tra il Teatro
dell’Elfo e Milano.

Il percorso

ELFO, STORIE DI UN SOGNO fa uso di proiezioni e interfacce interattive trasformando il sottopalco
della sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini in uno spazio immersivo dall’atmosfera sospesa e
sognante. Una serie di schermi di proiezione di diverse forme e dimensioni caratterizzano lo spazio. I
visitatori vengono accolti dalle effimere presenze dei componenti della compagnia che come scie
colorate danzano tra gli schermi.

Ai lati dello spazio si aprono due postazioni interattive in cui il pubblico può interagire con i
protagonisti: sedendosi di fronte a loro può interpellarli direttamente, per ascoltare ogni segreto del
loro sogno realizzato. Giocando con una serie di cubi tematici, il pubblico è invitato mettere in luce
una faccia dopo l’altra, per muoversi tra cinque decadi di spettacoli, visioni, retroscena e storie
intime, raccontate in prima persona dai componenti della compagnia proiettati a grandezza naturale.
Sullo sfondo, sette schermi sincronizzati propongono un grande scenario composito di visioni di
Milano notturna. Il visitatore, varcando una soglia di luce, apre le immagini della città come quinte e
svela estratti degli spettacoli andati in scena sui tanti palchi calcati dall’Elfo, intessendo insolite
analogie tra la città e la messa in scena.

L’intero ambiente è punteggiato da una colonna sonora in quadrifonia in cui i suoni della città si
stratificano e si intrecciano con gli echi delle voci dei protagonisti, creando una atmosfera rarefatta e
sognante.
Il documentario interattivo offre dunque un’esperienza immersiva, in cui il pubblico diventa parte
integrante dell’opera. L’apparente semplicità con cui si interagisce nasconde una complessa
narrazione non lineare. Attraverso l’interazione con gli “Elfi” e con gli scenari di Milano, il pubblico
crea un’esperienza che da un lato si adatta ai propri desideri ed emozioni e dall’altra lo porta a
interagire anche con gli altri spettatori, creando un ambiente di socializzazione e di condivisione.

La realizzazione di Elfo, storie di un sogno

Le riprese sono state effettuate presso gli studi della Scuola, e in esterni a Milano.
Complessivamente il documentario offre oltre 2 ore di narrazione audiovisiva non lineare. I contenuti
originali sono il frutto del lavoro di mesi di oltre 30 studenti e 10 tutor dei diversi indirizzi (regia,
sceneggiatura, fotografia e ripresa, realizzazione multimediale, suono, montaggio e produzione).

L’installazione nel suo complesso è composta da 15 schermi, 7 videoproiettori laser, 6 casse audio
direzionali, un sistema audio spazializzato a 4 canali, 2 sistemi di interazione basati su tecnologia NFC
per i cubi tematici e un sistema di interazione basato su sensori di intelligenza artificiale avanzati per
la computer vision del fondale interattivo.
La realizzazione di ELFO, STORIE DI UN SOGNO ha coinvolto 31 studentesse e studenti appartenenti
ai reparti di regia, sceneggiatura, produzione, fotografia e ripresa, montaggio, multimedia e suono,
coordinati da 10 tutor.

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