Essi vivono (They Live) poggia le basi sul racconto di Ray Faraday Nelson– 8’ o’clock in the morning.
Manifesto contro le politiche reaganiane e thatcheriane, usciva negli Stati Uniti nel 1988.
John Carpenter è alla regia in uno dei suoi film più politici.


Un Carpenter disilluso, contro il capitalismo sfrenato pronto a smascherare la falsità del “Sogno Americano”.
Un film che risulta non solo essere un ritratto degli anni ’80 ma che oggi più che mai è moderno e contemporaneo.
Tramite gli occhi del proletario John Nada Carpenter ci catapulta in quello che a tratti sembra esseri quasi un documentario, come ha dichiarato Roddy Piper.

Trama

John Nada è un proletario originario di Detroit che, in seguito alla crisi, si trasferisce a Los Angeles dove inizia a lavorare come operaio. Sul posto di lavoro conosce Frank che lo porta con sé in una baraccopoli (Justiceville) alla periferia della città, dove vivono gli emarginati, i proletari, le “nullità” ignorati totalmente dallo Stato e esclusi dalla società. Qui John inizia a vedere dei movimenti sospetti provenire dalla Chiesa, e entrato di soppiatto scopre delle scatole piene di occhiali da sole.
Poco dopo senza alcuna ragione la polizia entra a Justiceville e qui distrugge e rade al suolo ogni cosa.

John riesce a recuperare uno scatolone pieno di occhiali e uno volta indossati vede la realtà.
Una realtà in bianco e nero, sconvolgente.
Gli alieni hanno colonizzato la terra e sono tra di noi ci costringono a vedere una realtà inesistente e fanno in modo (tramite delle onde trasmesse da un’antenna televisiva) di assoggettare l’intera umanità.
Al posto dei cartelloni pubblicitari ci sono scritte subliminali  che dicono “obbedisci” “compra” “consuma” sulle banconote “questo è il tuo Dio”. Scritte di questo tipo tappezzano l’intera città.
Quando viene messo davanti a questa terrificante realtà John inizia a sparare agli alieni e diviene subito ricercato.
Dopo varie peripezie si ricongiunge con Frank e solo dopo una lunghissima scazzottata (la più lunga della storia del cinema) riesce a convincerlo a indossare gli occhiali.

Frank e John si uniscono con lo scopo di sconfiggere gli alieni facendo in modo che la gente su accorga di quello che sta succedendo.
Durante le loro ricerche si imbattono nella base degli alieni e qui scoprono che molti umani si sono venduti agli alieni per fama e soldi.
Il film termina con un lieto fine quando John distrugge l’antenna e con questa il segnale trasmesso dagli alieni riuscendo a smascherarli.

La scelta di avere Roddy Piper come protagonista

Roddy Piper è un pugile con la faccia buona e vissuta ed è stato scelto da Carpenter perché rappresentava un certo ideale di uomo americano, muscoloso. Il regista fa di quest’uomo che tendenzialmente doveva esprimere un certo tipo di riscatto americano il portavoce del proletariato e di una critica pesante e ben assestata a una società assetata di denaro.

Essi vivono è il classico esempio di come l’horror sia spesso utilizzato per veicolare messaggi politici.
Carpenter con questa pellicola cita, si rifà, prende spunto da “L’invasione degli ultracorpi“.
In questo film i cattivi sono i capitalisti, i potenti, gli yuppies che hanno venduto la propria “anima” al capitale.
Nel film Nada dice a uno di questi “Venderesti anche tuo figlio”, Carpenter denuncia uno società dagli ideali ormai corrotti, una società malata e cattiva che lascia indietro senza farsi alcun problema i più deboli e le categorie sociali meno fortunate.
Un film più che mai attuale che va visto e rivisto.
Un capolavoro assoluto.


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