Qualche tempo fa è stato annunciato un nuovo film dedicato alla speciale saga portata per la prima volta sul grande schermo da nientepopodimeno che James Cameron: Terminator Destino Oscuro.

Molti di voi penseranno subito ‘E che pizza! Un nuovo film su Terminator, basta!’ In realtà, soprattutto quelli che hanno seguito appassionatamente la saga nel tempo ne saranno felici, anche perché nel cast del film, a parte il solito Schwarzenegger, ormai già presente da tempo nei nuovi film, troveremo anche Linda Hamilton, l’originale Sarah Connor dei primi due capitoli della storia.

Una presenza che appassiona i più accaniti fan della serie. L’uscita del film dedicato a Terminator è fissata al 1 Novembre 2019.

A proposito dei precedenti capitoli della serie, a parte i primi due film, super iconici e adorati indiscutibilmente da tutti, che cosa recuperiamo di questi? Il terzo capitolo a tratti ha saputo dire la sua, ma nel complesso siamo di fronte a un’opera un po’ scialba e priva del carisma che aveva caratterizzato i suoi predecessori, con un nuovo nemico, la T-X, che pare più una Buffy ammazzavampiri figona in versione indistruttibile che si mette a dare la caccia a coloro che saranno poi gli stessi artefici della creazione della resistenza che si opporrà alle macchine. Insomma un filone già visto precedentemente e di poco impatto, anche a causa della poca credibilità dell’antagonista principale.

Andando avanti sicuramente un buono spunto lo aveva dato  Terminator Salvation, uscito dopo ben 6 anni dal terzo capitolo. Ben caratterizzati i soggetti di Christian Bale (John Connor) e quello di Sam Worthington (Marcus Wright), che ricoprono in maniera stupefacente la psicologia, nonché le gesta di alcuni dei personaggi più rappresentativi della saga, abbinati a quello scenario post apocalittico ormai in balia dei robot che sa tanto di Fallout (sarebbe il futuro dove la resistenza si oppone agli organismi cibernetici ormai sempre più padroni della situazione, controllati da Skynet).

Un film promosso, anche se non si tratta di un vero e proprio sequel, bensì di una pellicola che esplora le origini del Terminator T-800, un cyborg creato da Skynet specificatamente per tattiche di infiltrazione basate su missioni di assassinio, costituito da tessuto vivente con all’interno un endoscheletro robotico. Il punto di forza è la totale e assoluta impotenza degli esseri umani verso le macchine, che ormai hanno praticamente messo in ginocchio il pianeta: qui si può evincere anche il senso di sconforto di ciascun personaggio, ma al contempo la voglia di non arrendersi e di poter fare di tutto per riuscire nell’impresa di riportare il genere umano a tornare ad avere il controllo sulla Terra.

Il T-800 qui viene descritto come la macchina perfetta, un robot praticamente invincibile a cui né bombe, granate o altro possono bastare a fermarlo (anche se ciò non significa che non possa essere ucciso). In seguito poi, nei capitoli successivi, arriveranno altri androidi ben più forti in grado di poter tranquillamente dimostrare la loro superiorità sul T-800 (vedi il T-1000 in T2 e la T-X in T3, nonchè il T-3000 in Terminator Genesys).

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La storia di questa saga di film ideata in primis dal regista James Cameron e dalla produttrice statunitense Gale Anne Hurd ha senza dubbio saputo appassionare i più accaniti followers della fantascienza, ma sicuramente anche attrarre altre persone. Terminator è un misto di azione, sentimenti, colpi di scena e spavento, soprattutto se pensiamo ai primi due capitoli della trilogia, ancora tutt’oggi considerati tra i migliori film di fantascienza. Terminator ha vinto nel 1985 un Saturn Award come miglior film di fantascienza, un’altro per la miglior sceneggiatura e un altro come miglior trucco.

Terminator 2 Il giorno del giudizio invece, si è imposto in maniera esemplare vincendo ben 4 Oscar: uno come miglior trucco, uno come miglior sonoro, uno come miglior montaggio sonoro e un altro come migliori effetti speciali; in particolar modo questo secondo episodio è stato particolarmente osannato da critica e pubblico e fu il primo film in assoluto nella storia del cinema a mostrare i grandi progressi della CGI, attraverso l’utilizzo del movimento umano naturale per un personaggio generato al computer e il primo protagonista parzialmente generato al computer.

Sicuramente, anche per questi motivi, resta davvero difficile riuscire a paragonare i primi due must con gli ultimi capitoli della saga, decisamente più improntati sulla fantascienza pura e sull’uso degli effetti speciali che sul resto, andando a smarrire tutti quegli aspetti che avevamo precedentemente elencato.

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Adesso tutti a parlare di questo nuovo capitolo Destino Oscuro, un film che fa venire decisamente l’acquolina in bocca se si va a pensare che vi ritroveremo dopo ben 27 anni dall’ultima apparizione l’originale Sarah Connor (sicuramente un bel salto in avanti rispetto alla scialba ragazzina già vista in Genesys) da una parte, ma dall’altra questo può essere considerato anche uno specchietto per le allodole: c’è sempre la paura di ritrovarsi davanti a uno dei soliti film belli e impacchettati, che si rivelano spesso e volentieri poi di scarso contenuto, come siamo statiabituati ormai da diversi anni.

Bisogna semplicemente cercare di non montarsi la testa e vedere a tempo debito quando uscirà, come sarà effettivamente il lavoro proposto da Tim Miller (già regista del buon Deadpool e anche di alcune sequenze iniziali di altri grandi film come Thor: The Dark World).

Ritorna, come è ormai appuntamento fisso da anni, nonostante i suoi settantadue anni suonati, il grande ex governatore della California Schwarzy nei panni del buono T-800, che è sempre un piacere rivedere, soprattutto in queste circostanze. Pensatelo abbinato per bene alla nostra buon vecchia cara Linda Hamilton… Insomma, un po’ di ottimismo ce lo lasciamo, dai.