Come tutti ben sappiamo, il genere horror ha origini molto antiche e affonda le proprie radici in quello che è il folclore e la tradizione religiosa, focalizzandosi in particolare su temi riguardanti la morte, l’aldilà, il male e il demonico.

Tali temi trovavano corrispondenza in storie di esseri come streghe, vampiri, licantropi e fantasmi.

Atenodoro

Se andiamo a indagare molto minuziosamente, grandi letterati come il greco Plutarco, nei loro scritti ci riportano già a percepire qualcosa riguardante il genere, nel suo caso è proprio nelle Vite parallele (vedi il libro su Cimone), che va a descrivere lo spirito dell’assassino Damone, il quale viene egli stesso ucciso in un bagno pubblico a Cheronea. Anche Plinio il Giovane riporta che Atenodoro Cananita acquistò una casa infestata all’interno della quale, mentre era in procinto di scrivere un libro, gli si manifestò un’aberrazione in catene. L’entità scomparve nel cortile e il giorno seguente i magistrati scavarono nel cortile trovando una tomba anonima.

Se andiamo a vedere quella che è la narrativa dell’orrore europea, si è affermata grazie alle opere degli antichi greci e degli antichi romani. In particolar modo nella mitologia greca, per esempio, Prometeo è un titano che è stato d’ispirazione per il titolo dell’opera di Mary Shelley, ovvero Frankenstein; or, the Modern Prometheus. In ogni caso, la storia di Frankenstein è stata più ampiamente ispirata dalle vicende di Ippolito, che secondo il mito fu riportato in vita da Asclepio.

frankenstein

Le radici del genere horror si diramano in profondità nella cultura del nostro continente, prendendo ispirazione addirittura come abbiamo visto, dai miti greci e romani.

Dai classici al gotico

Ed è proprio da queste basi che nasce il romanzo gotico. Sostanzialmente, è davvero difficile trovare un film, un romanzo o altro a tema horror che veramente rispecchi quelle che sono le sue effettive origini. Ma tutto, in realtà, nasce proprio da lì: proprio dalle basi che hanno saputo meglio influenzare i più grandi scrittori del 800/900.

Autori degni di nota come la già citata Mary Shelley, Bram Stoker, Edgar Allan Poe, H.P. Lovercraft sono proprio quelli che possiamo definire inauguratori del genere, e che di fatti oggi ci hanno tramandato le loro opere più rappresentative, racconti che di fatto hanno saputo veramente gettare le basi per consentire agli altri scrittori affini di proseguire un epopea ormai più che bicentenaria.

 

poe lovecraft

Ma ad oggi esiste effettivamente un film o un racconto, ad esempio, che sappiano veramente rimandarci a quei tempi e che metta a nudo quelle che sono le caratteristiche del romanzo gotico/horror di allora?

Nì.

Nel senso che oggi, se è vero che il progresso tecnologico in termini di realizzazione di film ha fatto dei veri passi da gigante e che effettivamente ci consente di ricreare scene di ogni tipo, ma è anche innegabile che i film horror contemporanei sono ben lontani dal rappresentare quelle realtà e quelle atmosfere che avevano un determinato senso claustrofobico e di straniamento, che ad oggi sembra praticamente irrealizzabile, poiché pare più che altro che i registi si concentrino di più in quelle che sono le meccaniche di ripresa e sugli effetti speciali, andando di conseguenza un po’ a smarrire quelli che sono gli aspetti relativi alle atmosfere prettamente psicologiche, che di fatto erano il punto di forza di alcuni film degli anni ’90, che sono di più quelli che, secondo me, appartengono al genere (tenendo ben saldi quelli che sono gli elementi del romanzo horror e gotico).

Non dimentichiamoci film come Frankenstein di Kenneth Branagh e Deacula di Bram Stoker entrambi del 94, film semplicemente magistrali in tal senso.

Oggi troviamo pellicole come Scary stories to tell in the dark, che, per esempio, a modo tutto loro, provano ad adattare quello che un tempo era un genere prettamente funzionale alle esigenze dell’epoca ai giorni nostri. E questo “passaggio rappresentativo” è riuscito alla grande al regista norvegese André Øvredal, al quale personalmente faccio tantissimi complimenti per il prodotto finale. In questo senso sono proprio i registi come lui che meritano di essere seguiti con maggior attenzione.

Abbiamo certamente degli altri ottimi film di rilievo allo stesso modo, che hanno contribuito di fatto a far evolvere il genere a tutto un altro livello, trasformandolo e quindi plasmandolo a quelle che sono le esigenze moderne di percepirlo.

Lo spettatore esige questo cambiamento, è normale. E la stessa evoluzione ovviamente si può notare nei racconti moderni dell’orrore, perché anche nella concezione letteraria gli autori si sono dovuti ad adeguare (seppur indirettamente), a tutte quelle meccaniche di un progresso ineluttabile, come normale che sia. Romanzi come quelli attuali di Stephen King, vedasi il recente “L’istituto” (e tutti gli altri pubblicati negli ultimi anni) fanno capire leggendoli, in modo tanto chiaro, come anche l’autore si sia dovuto adeguare al cambiamento della società (in termini sia  socio-culturali, politici e tecnologici) presentando tutt’altra tecnica narrativa rispetto al passato.

Quello che spero io e spero vogliano tutti gli amanti del genere horror, è che non si vada a trasformare ogni prodotto futuro in qualcosa di troppo innaturale e al di fuori degli schemi. Il progresso tecnologico è utile si, ma non bisogna abusarne, perché la natura dei risultati potrebbe risultare altamente compressa.

Le nostre speranze sono riposte in scrittori e registi che sappiano cosa significhi rappresentare una scena in un certo modo e saperla raccontare, senza perdere di vista i punti focali di un viaggio che ormai dura da più di duecento anni.