Traumi, passato, alchimia, lavoro, comunità, senso della vita: Lodge 49 è una di quelle serie tv che non si scordano facilmente, una di quelle che rimangono impresse nella memoria e che, oltre a rendere le giornate più piacevoli, sotto al velo di risate e drammi nascondono dei grandi insegnamenti.

Al centro: Scott Wright (Eric Allan Kramer).

Lodge 49, trasmessa dal 2018 su AMC, è una creazione di Jim Gavin, ispirata a L’incanto del lotto 49 dello scrittore Thomas Pynchon.

Lodge 49 è la storia di un ragazzo sfaticato, Sean Dudley (Wyatt Russell) – detto Dud – che conduce una vita ‘alla giornata’, perché non riesce ad accettare il suo passato. È per questo che trascorre il suo tempo girandolando per la città con la sua auto di un giallo sgargiante, facendo qualche lavoretto a casaccio e dormendo in un locale vuoto, destinato ad essere affittato. Questo, tuttavia, non è un luogo qualunque: sino all’anno scorso qui si trovava il negozio di piscine della famiglia Dudley, in cui lavorava lo stesso Dud con qualcuno che, suo malgrado, è scomparso.

L’uomo di cui non si ha più traccia è padre di Dud e sua sorella Liz (Sonya Cassidy), che è sparito dopo aver detto di essere andato a nuotare. Ma i Dudley dovranno accettare che, in realtà, le cose sono andate diversamente e sono assai più difficili da accettare di quanto appaiano. La vita di Dud cambia quando si imbatte nella Loggia 49: luogo in cui si riuniscono i membri dell’antico Ordine delle Linci. È proprio a questo punto che il ragazzo inizierà la sua trasformazione, una metamorfosi che si concretizzerà dopo aver superato un’enorme quantità di ostacoli e che, sino all’ultimo episodio, sarà condita da colpi di scena, divertimento e situazioni bizzarre.

‘Dud’ Dudley (Wyatt Russell), impegnato a fare quello che gli riesce meglio: indebitarsi.

Combattere i propri demoni.

Nella Loggia 49 Dud scoprirà che non è l’unico a combattere con i suoi demoni. Ogni personaggio, infatti, ha i propri conflitti e si sforza per risolverli. È il caso, ad esempio, di Ernie Fontaine (Brent Jennings): un cinquantenne insoddisfatto della vita che conduce e che si definisce soltanto un ‘venditore di gabinetti’, ma che è destinato a diventare il Sovrano Protettore della Loggia 49. O almeno, così dovrebbe essere in base alle promesse di Larry Loomis, il Sovrano Protettore attuale dallo stato mentale assai preoccupante.

Avremo anche occasione di conoscere il misterioso Capitano: figura enigmatica, spietata e temuta che ad un certo punto si rivelerà come un uomo pieno di problemi e non troppo diverso dagli altri. Ad interpretare questo ruolo c’è Bruce Campbell che, invece di combattere mostri assetati di sangue come in La Casa o L’armata delle tenebre, lotta per riconquistare la sua compagna e per contrastare la corruzione nel campo dell’edilizia – pur facendolo per i propri bisogni. Il Capitano è egocentrico, divertente e assai folle.

‘Dud’ Dudley (Wyatt Russell) e Liz Dudley (Sonya Cassidy).

Cavaliere – scudiero: un rapporto magico e… ridicolo.

Dud ed Ernie inizieranno presto ad avere un rapporto che, in base al gergo della Loggia, si definisce di ‘cavaliere – scudiero’. Nonostante conducano esistenze diverse e seguano la proprio tortuosa strada per uscire dall’inferno, i due sembrano per l’appunto collegati. Dud non si stanca mai di ripeterlo: “Siamo connessi” dice ad Ernie, “Non può essere un caso che ci siamo incontrati!” La serie tv, a tal proposito, si pone spesso nei confronti dello spettatore con un atteggiamento ambiguo, portandolo a chiedersi se esista davvero qualcosa di trascendentale, se i misteri dell’alchimia non siano solo leggende e se davvero, in qualche modo, esista un destino già prestabilito per ognuno dei personaggi. Dud, col suo ottimismo esasperato, proverà a migliorare la vita di Ernie, ottenendo risultati non proprio sperati.

‘Dud’ Dudley (Wyatt Russell) e Ernie Fontaine (Brent Jennings).

Faticare è inevitabile non solo per sopravvivere, ma anche per vivere.

D’altra parte, nella serie tv non mancano le scene di ‘terrificante quotidianità’, in cui tutti si sforzano di guadagnare soldi per ripagare i propri debiti o ‘arrivare a fine mese’. Quello del lavoro della classe media, non a caso, è uno dei temi più ricorrenti nella Loggia 49. Lo stesso Dud comprenderà che faticare è inevitabile non solo per sopravvivere, ma anche per vivere. Ma il personaggio che rispecchia meglio questo tema è Liz Dudley, la sorella di Dud. La ragazza si sforza ogni giorno per ottenere quanto più denaro possibile, ripudiando il suo lavoro; tuttavia, quando sarà in grado di comprendere qual è il desiderio che porta avanti la sua esistenza, il suo atteggiamento cambierà.

Sean “Dud” Dudley (Wyatt Russell), Ernie Fontaine (Brent Jennings), Anita (Avis-Marie Barnes), Scott Wright (Eric Allan Kramer), Blaise St John (David Pasquesi).

I misteri dell’alchimia in Lodge 49.

Un altro elemento affascinante della serie tv è la sua vena esoterica. Il personaggio che la incarna meglio è Blaise St. John, un ex studente di medicina che, una volta scoperta l’alchimia, ha deciso di dare una svolta alla sua vita. Nella Loggia 49 lo vedremo nel suo negozio di unguenti, sostanze e pozioni naturali contro i malori fisici e, come direbbe lui, ‘spirituali’. Ma non solo, perché Blaise vuole portare avanti l’opera dei grandi alchimisti del passato e si impegna duramente per farlo, studiando manoscritti antichi e cogliendo ogni buona occasione per sperimentare le sue conoscenze. Attraverso di lui, la serie ci regala delle grandi citazioni di Paracelso: medico, alchimista e astrologo svizzero rinascimentale. E in un episodio si cita anche Giordano Bruno, filosofo ed eretico vissuto tra XVI e XVII secolo, bruciato vivo da papa Clemente VIII per via delle sue ‘idee pericolose’.

Volevo catturare il paesaggio della South California che conosco e adoro – autostrade, centri commerciali, locali di hamburger – e infonderlo con un senso di grandiosità e mistero.

Al centro, in piedi: Blaise St John (David Pasquesi).

La Loggia 49, dove si riuniscono le Linci di Long Beach, è una comunità che si trova ad affrontare delle prove da cui, talvolta, non ne esce se non con qualche graffio. Ma ogni cicatrice racchiude delle lezioni di vita senza le quali, i personaggi, non scoprirebbero il loro posto nel mondo e il senso della loro esistenza.