Anne Hathaway e Jessica Chastain ci attirano verso il grande schermo promettendo ottime performance in Mothers’ Instinct, film di produzione americana diretto da Benoit Delhomme, già nelle sale italiane da questo giovedì. Il regista è un direttore della fotografia francese che ha preso parte nella produzione di grandi titoli come La teoria del tutto, o Il bambino con il pigiama a righe, ma questa è la sua prima volta dietro la macchina da presa. Il film in effetti doveva essere girato dallo stesso regista di Doppio sospetto, film di cui Mothers’ Instinct si presenta come remake. La pellicola belga-francese del 2018 aveva ricevuto ottime risposte sia dalla critica che dal pubblico, presentandosi come un thriller con forti influenze hitchcockiane e polanskiane.

Trama

Due coppie: vicini di casa, figli della stessa età, passano molto tempo insieme. Condividendo tutto e legando sempre di più costruiscono un legame quasi familiare, soprattutto le due madri Alice (Jessica Chastain) e Céline (Anne Hathaway) e i loro figli. Una tragedia però incombe sull’idilliaco quadretto che le due famiglie stavano vivendo, portandoli ad un escalation fatta di sospetti e incrinature che trasformeranno per sempre i loro rapporti.

Un cast di tutto rispetto

Primo punto a favore, sicuramente il cast. I due premi oscar regalano ovviamente ottime performance. Il film è stato definito dal regista “come una partita a scacchi”, costruito su sfumature e dettagli, che la Chastain e la Hathaway sanno decisamente come gestire. In più di un momento è difficile non rimanere stupefatti o estremamente coinvolti dalle due attrici, e un’altra caratteristica del film per cui questo aspetto è fondamentale è la vicinanza che si è in grado di percepire come spettatori. La pellicola infatti non solo tiene attaccati allo schermo, ma è in grado di farci sentire quasi invadenti nel guardare le menti delle protagoniste così da vicino.

Essere una donna degli anni ’60 – allerta spoiler

La cosa più impressionante è la perfetta realizzazione del contesto e quanto questo sia importante nella storia. Céline tra le due madri è quella definibile come ‘perfetta’ per gli anni ’60: la sua vita è dedicata completamente al figlio e al marito, non ha nient’altro. Alice invece viene presentata come leggermente sofferente nella gabbia dorata che vivevano le donne di quegli anni, ma questo la rende anche più autonoma e con un’identità più definita. Nonostante questo, l’istinto materno è un tratto che entrambe vivono fortemente, ma vediamo come al momento in cui la maternità è negata a Céline lei non ha nient’altro su cui poggiarsi. La differenza tra le due donne infatti è che Céline vive una privazione quasi integrale della propria identità e questo la porta a sentirsi privata del suo scopo nella vita. Scopo che poi sposta sul figlio dell’amica. Quindi il significato sta proprio qui: il focus non è sulla potenza dell’istinto materno in quanto tale, ma sul peso di un’identità disegnata da una società restrittiva per le donne, e quanto questo possa lasciare senza strumenti.

Il film in conclusione è interessante, con un’estetica impeccabile e un significato potente per il nostro momento storico. La sensazione principale è quella di coinvolgimento totale, con l’unica pecca di un finale leggermente inverosimile, ma non scontato. Visione decisamente consigliata!

Classificazione: 3.5 su 5.

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