Shadowed – David Sandberg torna a stupire

Dopo un po di pausa dall’attività di regista di lungometraggi, David S. Sandberg torna a deliziarci con una nuova produzione self-made davvero di rilievo.

Con la compagnia della fidata moglie Lotta Losten, il cineasta si cimenta nuovamente in una produzione di prim’ordine che merita senz’altro la candidatura agli oscar dei cortometraggi.

Shadowed

Ciò che piace, e che per di più incute timore, sono le tipiche atmosfere ansio-psicologiche che da sempre contraddistinguono la mano del regista svedese nel dirigere le sue opere. Il tipico sound e clima orrorifico “spettrale” che da sempre lo caratterizza – ovviamente inconfondibile e proprio del suo stile – fa da sfondo a una storia breve, ma intensa e altamente coinvolgente, che in soli 3 minuti è in grado di rapire in tutti i sensi lo spettatore allo stesso modo di un film lungo e avvincente.

David S. Sandberg, salito alla ribalta proprio grazie ai suoi cortometraggi horror che lo hanno portato a dirigere il film della sua opera più famosa tra le sue mini-trasposizioni – ovvero Lights Out: paura del buio – ha comunque sempre continuato a girarli, nonostante il successo ottenuto. Trai suoi migliori mi sento di menzionare in particolar modo “Closet space“, “Pictured”, “Coffer” e “Attic Panic“, opere di pregiata caratura che vi consiglierei di andare a vedere, tutte reperibili su YouTube.

David S. Sandberg

Shadowed. Attenti a quell’ombra!

Il nuovo cortometraggio, Shadowed, (uscito qualche giorno fa di cui stiamo parlando) è impostato come sempre su una scena già iniziata, nel senso che riprende già un’azione in corso con la protagonista – la moglie del regista, ormai colonna portante di tutti i suoi lavori – intenta a leggere un libro… Ma qualcosa, come sempre, non va.

Il tutto inizia (come ormai siamo abituati vedendo le sue opere) con rumori inusuali, o strane sensazioni che la protagonista percepisce, di fatto sempre identificabili come segnali imprescindibili di manifestazione del maligno. Da lì in avanti, quest’opera, come esattamente come tutte le altre, procederà con una sorta rocamboleschi eventi che porteranno la persona completamente esposta alle forze del male, lasciando poi l’interpretazione allo spettatore riguardo a come finirà.

Shadowed

Benché si tratti di un modello di impostazione ormai abbastanza scontato e arcaico da un certo punto di vista, quello che riesce a rendere il corto davvero bello ed entusiasmante, è proprio la stessa capacità del regista di opprimere in tutti i sensi lo spettatore, con quel senso claustrofobico e immediato capace di coinvolgere dall’inizio alla fine.

Anche la rappresentazione delle entità maligne mi ha personalmente convinto, che, come sempre, come figure astratte, riescono a metterti con le spalle al muro.

È stata proprio questa abilità del regista – così meticolosa e sopraffina nel realizzare i suo cortometraggi – che lo hanno portato poi a totalizzare milioni e milioni di visualizzazioni delle sue opere su YouTube; visualizzazioni che a loro volta hanno stuzzicato la curiosità di vari produttori cinematografici, tra cui Lawrence Grey, che visionando attentamente alcuni dei suoi lavori – tra cui Lights Out per l’appunto – lo hanno convinto a sottoporre l’idea al cineasta James Wan, che poi propose allo stesso Sandberg di dirigerne il relativo lungometraggio. Da tutto ciò poi l’ascesa, che lo ha portato anche alla regia di Annabelle 2: Creation (altra pellicola horror più che buona) e della commedia a tema supereroistico “Shazam“, direttamente dall’universo dei DC comics.

Bravo Sandberg. Adesso sta a voi giudicare.. luci spente, concentrazione.. e buona visione!