Uscito lo scorso 17 ottobre The Devil on trial – Processo al Diavolo è il nuovo docufilm Netflix Original che esplora, attraverso ricostruzioni e video amatoriali, la vera storia dietro il film The Conjuring – the Devil made me do it.
Tradotto in italiano, per ordine del diavolo, è proprio la frase chiave di questo caso di cronaca nera che è stato il primo, ed al momento il solo, caso in cui la tesi della possessione demoniaca è stata usata come difesa in un tribunale degli Stati Uniti d’America.

La storia

Siamo nel 1981 a Brookfield, Connecticut. Alan Bono viene accoltellato a morte dal 19enne Arne Cheyenne Johnson, il quale afferma però di non ricordarsi assolutamente nulla e di essere innocente. The devil made me do it, me l’ha fatto fare il diavolo, pronuncia. Ma come si è arrivati a questo?
Bisogna tornare indietro di un anno, a casa della famiglia Glatzel. David è il figlio minore ed è fratello di Debbie, all’epoca fidanzata con Arne. E’ proprio il piccolo di famiglia, all’epoca 11enne, il protagonista di questa vicenda in quanto è lui a dichiarare di essere stato vittima di possessione demoniaca nel 1980. Ad investigare sul caso vennero chiamati i coniugi Warren, i quali affermarono la tesi della possessione e, dopo diversi esami clinici, chiamarono in aiuto la Chiesa Cattolica per praticare un esorcismo.

David Glatzel oggi

Durante il rito però qualcosa andò storto e Arne urlò al demonio che infestava il corpo del piccolo David di lasciare libero il bambino ed entrare in lui.
A quanto pare il bimbo venne liberato realmente. David infatti dichiarò infatti che da quel momento non ebbe più problemi, se non la paura del ricordo che tutt’oggi lo affligge.

La calma prima della tempesta

Apparentemente non successe nulla per parecchi mesi. I Glatzel ripresero la loro vita tranquilla e Debbie si trasferì a vivere con Arne in una casa di proprietà di Alan Bono, che viveva al piano superiore.
Ed arriviamo così a quel fatidico giorno del 1981. Cinque mesi dopo l’esorcismo del piccolo David, Arne tolse la vita al suo amico dichiarando di essere stato sotto influsso del diavolo. Tesi tra l’altro sostenuta da buona parte della famiglia Glatzel.

Arne Cheyenne Johnson all’epoca dei fatti


Dapprima pronunciatosi innocente, in aula di tribunale fu giocata, per la prima volta nel caso degli Stati Uniti, la carta della possessione demoniaca. Tale tesi era già stata sostenuta (e peraltro anche riconosciuta) in altri casi precedenti, in Inghilterra. Ma per quanto riguarda Arne, il suo caso ebbe esito differente ed il giudice lo condannò come colpevole di omicidio.
Cosa successe poi ad Arne?
Nel 1985 in carcere sposò la sua fidanzata Debbie Glatzel, dal quale non si separò mai. Arne venne rilasciato in anticipo per buona condotta e la coppia rimase assieme fino alla morte di lei, anni più tardi.

Realismo e contraddizioni

Il regista Chris Holt adotta uno stile quanto più diretto e credibile possibile, lasciando che siano i diretti interessati a raccontare la vicenda. Davanti alla telecamera si alternano David ed i suoi fratelli, che raccontano la loro versione dei fatti, spesso piuttosto discordante.
Horror, true crime e cronaca giudiziaria si alternano in un docu-film che tiene alta l’attenzione e che a scene di ricostruzione cinematografica alterna vere fotografie dell’epoca, interviste e le autentiche registrazioni audio della presunta possessione di David. Sono proprio le diverse versioni dei famigliari a lasciare lo spettatore in bilico tra credere o non credere.

David durante una presunta crisi da possessione, assistito dalla mamma.

Lo spaccato di provincia americana dove si ambienta la vicenda però, come sempre nasconde tutt’altro. Ed al di là dell’apparenza della classica famiglia felice si delineano invece verità nascoste e tutt’altro che rosee e dinamiche famigliari anche disfunzionali. I fratelli dichiarano, oggi, di vivere lontani gli uni dagli altri e di non aver praticamente più nessun rapporto tra loro. Ma Chris Holt non si sofferma più di tanto sull’ omicidio che è il culmine della vicenda, quanto più sugli aspetti che ne sono conseguiti e riguardano da vicino una coppia di nostra conoscenza.

David Glatzel con i coniugi Warren all’epoca dei fatti.

Un attacco ai coniugi Warren

Tra le differenti versioni colpisce quella diretta a Ed e Lorraine Warren, colpevoli a detta di alcuni famigliari, di essersi arricchiti sulle spalle della famiglia Glatzel.
I Warren, dopo il processo, hanno assunto un autore di nome Gerald Brittle per scrivere un libro sul caso e raccontarne la vicenda. The Devil in Connecticut, questo il titolo, è uscito nel 1983 ed è su queste pagine che gli sceneggiatori del terzo film della saga di The Conjuring si sono basati per scrivere Per Ordine del Diavolo. Carl, uno dei fratelli, asserisce che i Warren hanno ricavato 81 mila dollari dalle vendite donandone ai Glatzel 4.500. Questi ultimi hanno dichiarato in seguito di essersi lasciati ingannare da false promesse. Una denuncia verso i Warren, arrivata però postuma alla loro morte, che sembra volerli tacciare di essere dei ciarlatani senza scrupoli.

The Devil on Trial non dà risposte, si limita ad esporre i fatti così come riportati da chi li ha vissuti, con tutte le contraddizioni del caso. Lascia spazio a diverse interpretazioni, tutte ovviamente non verificabili, lasciando allo spettatore la libera scelta della versione a cui credere.