Oltre la follia. Storia di un collezionista (a)normale

A metà pomeriggio di un sabato qualsiasi entro al mercatino dell’usato di Porta Maggiore e mi unisco al frenetico via vai di individui che sognano il colpaccio frugando tra ceste e scaffali di DVD e VHS, prevalentemente horror di bassa lega. Film di morte e distruzione che ci faranno sentire vivi per un’ora o due.  Vediamo un po’ con cosa possiamo sballarci oggi…  

Un Carpenter d’annata? Un Hammer di Terence Fisher? Un oscuro giallo all’italiana? 

Comincio a scorrere i titoli quando il cuore mi balza in gola… Fermi tutti, levatevi di torno! Una spallata a un tizio stempiato con gli occhiali da vista, e sono subito davanti allo scaffale dove mi pare di aver individuato un film che mi fa sbavare. 

Lo estraggo dallo scomparto.  

È una VHS.  

Una VHS della Troma.  

Se non sapete di cosa sto parlando fate mea culpa e spendete qualche euro per la vostra copia di The Toxic Avenger o Blood Sucking Freaks. Anche un Rabid Grannies sarebbe perfetto per iniziare…   

Tra le più infette e immorali case di produzione e distribuzione cinematografiche del pianeta, la Troma, fondata a New York da Lloyd Kaufman e Michael Herz, si è specializzata negli anni Settanta in splatter e b-movie, e oggi ne ha prodotti più di 800. Quasi un migliaio di film zozzi come le mutande di un hobo incentrati su trame di violenza, orrore, azione e comicità demenziale.  

Exploitation allo stato puro. 

Anche se la Troma fiorì in pieno boom delle VHS, oggi non è facile imbattersi in una di queste vetuste videocassette, e personalmente, ogni volta che mi succede, sento un brivido lungo la schiena..

Quella che ho tra le mani, presa dallo scaffale prima che lo facesse il quattrocchi che ora mi guarda incarognito come se avessi trovato il Sacro Graal, è una delle videocassette Troma che da sempre vorrei in collezione.  

La copertina è da orgasmo. Sembra illustrata da un paziente di un centro d’igiene mentale e raffigura una creatura irsuta che emerge da una foresta per aggredire una comitiva di villici tra cui l’immancabile tettona califognana. Il titolo è tutto un programma:

Frostbiter: Wrath of the Wendigo  

Giro la VHS e scopro di cosa tratta questo film..

Frostbiter: Wrath of the Wendigo, l’abominevole trama 

In un inverno così freddo da congelare persino le parti intime di un orso, due cacciatori ubriachi risvegliano dal suo secolare letargo un demone/bestia caratteristico dell’America settentrionale: il Wendigo. Una specie di alce idrofobo incrociato a un bigfoot. Finalmente libero e affamato di carne umana, il mostro si scaglia contro la baracca di un gruppo di cacciatori mentre, nel mondo, solo una persona è in grado di placare la furia del Wendigo.

Se la storia vi intriga, sappiate che non esiste un solo buon motivo per vedere questo film a meno che non abbiate gravi problemi psicologico-cognitivi. Anche se Frostbiter non fa parte della mia videoteca personale, l’ho già visto un paio di volte. So cosa aspettarmi, quindi posso rendervi partecipi…

Genesi di un troma-lavoro

Siamo nel 1995 e la Troma, dopo un consulto manageriale in qualche sordido loft di SoHo, deve aver detto al regista Tom Chaney:

“Ascolta Tom, sappiamo quanto non te ne frega un cazzo di fare del buon cinema, vogliamo solo produrre un horror a metà tra un monster-movie e La Casa 2 di Raimi, ma siamo al verde, per cui vedi che puoi fare coi soldi che abbiamo.” 

E il buon Chaney non se l’è fatto ripetere.  S’è chiuso in casa 15 giorni con scorte di Budweiser, pollo fritto e LSD, e ha partorito una sceneggiatura infarcita di suggestioni folkloristiche e umorismo da bifolco che non scrivereste nemmeno dopo un elettroshock.  

Dopodiché, nel ruolo del cacciatore protagonista di Frostbiter, ha ingaggiato niente meno che Ron Asheton. Chi è Ron Asheton? Il chitarrista di Iggy & The Stooges, miei cari, e solo per questo Tom Chaney avrà la mia stima finché campo.  Sarebbe interessante recuperare qualche vecchia intervista a Ron per capire l’aria (preoccupante) che si respirava sul set, o farselo raccontare di persona se fosse ancora vivo.  

No.  
Non è stato ucciso dal Wendigo.  

È morto d’infarto nel 2009, dopo una vita di eccessi che avrebbero dovuto stroncarlo vent’anni prima. Pace all’anima sua.  

Frostbiter non è l’unico film in cui ha recitato Ron. Nel ‘94 lo vediamo nel cast di Mosquito dove dei disperati combattono contro uno sciame di zanzare giganti. Se Mosquito è inguardabile, Frostbiter è peggio.  

È l’apogeo del trash. Il tramonto dell’intelligenza.  Il punto di massima profondità del canale di scolo in cui defluisce tutto il putridume su pellicola. 

Nemmeno un fantoccio sopporterebbe la visione di effetti gore a profusione, pupazzi animati in stop motion, un chili di carne assassino (!!!), un’onnipresente colonna sonora hard rock che fagocita i dialoghi costringendoti a far scoppiare le casse del televisore, una strega che prende vita da una rivista porno, il Wendigo assemblato col pongo e una serie di errori macroscopici come ferite che appaiono in un’inquadratura per scomparire nella successiva. 

Insomma, un film disonorevole che non troverebbe estimatori nemmeno in un ospedale psichiatrico, ma in grado di garantire quell’intrattenimento da lunapark – anzi da lunaporkche gli horror su piattaforma di oggi non sanno più offrire.  

Meglio così, in fin dei conti. Sarebbe la fine se i film della Troma finissero su Prime Video o Netflix.  Non pensate?

Perderebbero di fascino. Se li guardiamo con gli occhi dell’amore è per la loro irreperibilità. Potreste ordinarli online, ma non sarebbe la stessa cosa. Per possederli credo sia doveroso andarli a cercare nei negozi più abbietti della città, sporcarsi le mani nelle ceste dei mercati dell’usato.  È questo il brivido della scoperta.  La passione per la caccia. L’adrenalina che ti inonda le vene quando sai di aver individuato un reperto cinematografico finito chissà come e chissà quando nello scaffale dove hai appena ficcato il naso…
E ora è tuo. 
Ne hai una copia fisica in VHS. 
Vecchia di 40 anni.  
Entrata e uscita da un numero incalcolabile di videoregistratori contraendo le peggiori malattie veneree, e adesso sta per infettare il tuo. 
Con quella grana sporca. 
L’audio equalizzato male. 
La fotografia psichedelica da mal di testa.  
I trailer di altri film da drive-in all’inizio. 
L’annuncio che, al termine del film, ci sarà un videoclip inedito di un brano di Ron Asheton. Anche se alla fine quel video non c’è!  
Forse perché alla Troma si sono scordati di inserirlo oppure perchè il tuo televisore si rifiuta di trasmetterlo.  
Il tuo televisore abituato a orrorini patinati Netflix che prega che tu rinsavisca. 
Che non gli darai mai più in pasto del cibo così infetto. 
Ma tu non lo farai. 
Sai che non puoi farlo. Perché ormai la merda che ti scorre nel sangue fa di te un appestato da lazzaretto. 
Un vampiro a caccia di celluloide avariata.  
Un freak a suo agio solo nell’immondizia.  

E già non vedi l’ora di trovarne altra infilando le mani nei recessi più reconditi dei mercati dell’usato. Come ovviamente rifarò tra qualche giorno. Perché non posso farne a meno. I’m a Troma junky. Ma per oggi sto a posto così. La caccia è andata bene. Fin troppo bene. Col trofeo in mano mi allontano dallo scaffale lasciando il quattrocchi a bocca aperta, e vado in cassa a pagare la mia dose di horror trash quotidiano.  

Non vedo l’ora di chiudermi a casa, accendere il videoregistratore e ficcargli in bocca la verminosa pagnotta. Come dicevo, non è la prima volta che vedo Frostbiter, che subisco Frostbiter, sono preparato al suo insostenibile tasso di demenza, ma niente e nessuno potrà impedirmi di sprofondare nel lerciume un’altra volta, per un’ora e mezza di marcissimo sollazzo. 

O forse sì, esiste qualcuno che potrebbe impedirmelo. Ce l’ho proprio alle calcagna.  

Il quattrocchi ha un’espressione di famelica invidia mentre mi segue fuori dal mercatino. Cos’ha in mente ‘sto stronzo? E cos’ha dietro la schiena? Deve aver rubato un arnese — un bastone o un attizzatoio da camino — con cui abbattermi come un manzo facendo sprizzare materia grigia dal cranio.  

Ho qualcosa che gli fa gola e il bastardo farà di tutto  per impossessarsene. Vi saluto amici, sarà meglio che cominci a correre!

a cura di Filippo Santaniello

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