Sissy è un horror australiano del 2022 diretto dai registi emergenti Hannah Barlow e Kane Senes, disponibile in Italia all’interno del canale di Midnight Factory su Prime Video.

Trama

Sissy è una ragazza molto sensibile e ansiosa, di professione influencer. Condividendo contenuti sulla meditazione, mostra un sé molto in contrasto con quello fuori dai social. Quella parte di lei, insieme al riscontro positivo dei suoi followers, la guidano e la aiutano a mantenere il controllo su tutte le sue insicurezze appartenenti ad un’ infanzia traumatica. L’incontro prima con la sua migliore amica delle medie e successivamente con la bambina che la bullizzava da piccola sconvolgerà il suo equilibrio e la metterà a dura prova.

Tematiche molto realistiche

Sissy stupisce fin dai primi minuti: il montaggio è veloce, i messaggi sono chiari. L’essere così vicino alla realtà d’oggi (quanto i social fanno parte della nostra quotidianità, ad esempio) lo rende inquietante fin da subito. I temi trattati sono estremamente reali: ansia sociale, ricerca di un sentimento di appartenenza, bullismo, solitudine, gestione emotiva. In effetti la pellicola risponde ad una domanda molto specifica: in una quotidianità in cui è molto probabile vivere o sentirsi nella norma, quanto è difficile riconoscersi in personaggi coraggiosi, speciali, che superano sempre le loro paure? Riconoscersi in almeno qualcuno dei vissuti di Sissy invece è molto semplice, e se non lo dovesse essere il film spiega benissimo questo tipo di punti di vista ai normodotati, svolgendo un compito di sensibilizzazione a 360°.

Un po’ horror, un po’ pop

Non confondiamoci, per quanto rosa, giallo, con le stelline e una fotografia perfetta, Sissy rimane un horror. Horror che nella prima parte del film si esplica muovendosi intorno alle sensazioni di disagio della protagonista, accompagnate da scelte registiche perfette. Ad esempio, la scena del primo incontro casuale tra Sissy ed Emma è caratterizzata da strettissime inquadrature che non potrebbero descrivere meglio la sensazione di panico della protagonista, nonostante il contesto sia sicuro. Nella seconda parte invece c’è un ritorno alle fondamenta del genere, dove il rosa e il giallo si sporcano di sangue in un percorso narrativo intuibile ma mai banale, lasciando anche spazio a qualche sincera risata.

La critica sociale

Il film di per sé fa oscillare lo spettatore da una parte all’altra delle ‘fazioni’ che la dinamica presenta, portandolo a dare ragione prima alla protagonista poi all’antagonista. Ma la critica è incentrata sugli effetti del bullismo e della superficialità su una persona sensibile, e quanto questa possa ritrovarsi poi non solo ferita, ma anche cambiata nel profondo. Quindi piuttosto l’attenzione andrebbe messa sull’attivazione di una sensibilità che nei personaggi intorno alla protagonista è in effetti completamente assente.

D’aiuto è sicuramente la performance della bravissima Aisha Dee, che tiene perfettamente le redini del suo difficilissimo ruolo rendendo leggibile ogni singola variazione nei pensieri di Sissy.

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