Tutti defunti… tranne i morti rappresenta il ritorno di Pupi Avati al cinema, meno di un anno dopo aver dato vita ad un film come La casa dalle finestre che ridono, pellicola che stava già diventando un cult e che presto sarebbe stata considerata capostipite di un genere.

TRAMA

Dante è un venditore porta a porta che sta cercando di piazzare alle nobili famiglie emiliane un volume che decanta la storia e le leggende delle casate più prestigiose della zona e dei castelli che le ospitano.

Giunto alla dimora Zanotti, apprende che il capofamiglia è appena deceduto e si trattiene per il funerale.

Da quel momento in poi una serie di inspiegabili morti inizieranno a decimare la sgangherata famiglia e Dante, suo malgrado, con l’aiuto di un improbabile investigatore privato, dovrà cercare di far luce sugli eventi che sembrano ricalcare una profezia riportata nel libro.

UN RITORNO CHE SPIAZZA

Avati con Tutti defunti… tranne i morti spiazza il pubblico che aveva appena ammirato la sua opera gotica precedente e che iniziava a vedere in lui un nuovo riferimento per il cinema di tensione.

L’epiteto di “nuovo Polanski” che iniziava a girare nell’ambiente stava decisamente stretto al buon Pupi, che pensò bene di cambiare subito registro andando a rispolverare uno stile più irriverente e grottesco, pur fondendolo con un’atmosfera dalle tinte cupe, con una strizzata d’occhio al giallo classico alla Agatha Christie e traendo un certo fascino nero anche dalle campagne padane, fotografate splendidamente da Pasquale Rachini.

Tutti defunti… tranne i morti è ritorno alle origini insomma, un tentativo di rifuggire una precoce etichetta di autore thriller, rimettendo la palla al centro e tornando a esplorare quelle atmosfere dissacranti e picaresche che caratterizzavano i suoi primissimi lavori.

LE FINESTRE CHE FANNO RIDERE

Oltre all’originalità e il valore intrinseco della pellicola, Tutti defunti… tranne i morti diventa ancora più interessante e gustoso da vedere per chi ha amato il capolavoro gotico avatiano dell’anno precedente, poiché al suo interno è possibile ritrovare quasi tutto il cast di La casa dalle finestre che ridono, in piccoli o grandi ruoli.

Tutti defunti… tranne i morti è la pellicola che permette ad Avati di consolidare rapporti professionali e personali che poi proseguiranno per molti anni, sia nel cast tecnico che in quello artistico.

Interessante notare poi che il film rappresenta il debutto nella Avati family di Carlo Delle Piane, strepitoso attore all’epoca finito nel dimenticatoio, che in pochi anni diventerà un’ immancabile icona nell’immaginario narrativo del regista emiliano.

Tutto questo (e molto altro) rende Tutti defunti… tranne i morti un capitolo fondamentale ed imperdibile della filmografia di Avati. Momento di passaggio nel quale l’autore decide di rimanere se stesso pur cercando di andare incontro al grande pubblico.

Classificazione: 3 su 5.