La corta notte delle bambole di vetro è un film del 1971 scritto e diretto da Aldo Lado. Considerato un cult del giallo all’italiana, questo film segna l’esordio del regista originario di Fiume, personalità fondamentale per il cinema di genere nostrano ma fin troppo spesso dimenticato. 

Trama

La corta notte delle bambole di vetro inizia con il ritrovamento di un corpo. Si tratta del protagonista, il giornalista statunitense Gregory Moore (Jean Sorel), che versa in uno stato catalettico, incapace di muoversi e parlare. Tutto ciò che può fare è pensare: inizia così la sua narrazione retrospettiva, costituita dai ricordi delle inquietanti e misteriose vicende che l’hanno portato fin lì, a cominciare dalla scomparsa della sua fidanzata Mira (Barbara Bach).

La critica

Il film parte dalla concezione di Lado dei potenti come un’élite che “rende cadavere” il popolo, o almeno quei cittadini abbastanza svegli da avvicinarsi alla verità, come fa il protagonista durante la narrazione. Qualsiasi tipo ti potere – politico, economico – può mantenersi solo sacrificando i più giovani (ed è inquietantemente attuale): “se c’è bisogno di fare una guerra, si mandano a morire i ragazzi di vent’anni”, afferma lo stesso Lado. Ed è per questo motivo che Mira, giovane e piena di vita, inizialmente viene accerchiata da una gruppo di ricchi, perlopiù anziani, che non le levano gli occhi di dosso. La sua bellezza e gli anni di vita che ha ancora davanti a sé diventano l’oggetto del desiderio degli antagonisti, un dono di cui sono così fortemente gelosi che hanno la necessità di rapire la ragazza, portarla via dalla vista e annichilirla. La corta notte delle bambole di vetro si costruisce sul mistero della scomparsa di Mira e sull’indagine autonoma condotta da Gregory, con l’aiuto della collega Jessica (Ingrid Thulin). Topos riscontrabile in molti film dello stesso filone e in altri del regista, come Chi l’ha vista morire?. Ma la caratteristica davvero interessante di questo film è la virata sul finale verso un’atmosfera horror, in cui si esplicita la critica socio-politica.

Il finale

La corta notte delle bambole di vetro è ambientato a Praga, all’epoca sotto l’influenza sovietica. Ciò che il regista, anche sceneggiatore, voleva comunicare risulta chiaro. Nel finale orgiastico, che sembra anticipare quello di Society – The horror, il mistero è svelato: l’élite necessita del sangue dei giovani per continuare a vivere e mantenere il potere. Per farlo, deve annullare la loro capacità di giudizio e pensiero, per renderli come loro. Gregory lo scopre e assiste al rito di questa “setta”, simile ad un sabba, in cui ritrova Mira, nuda e dallo sguardo vuoto, colpevole di aver tentato di resistere e per questo addormentata – o meglio, annientata. Gregory va incontro allo stesso destino, andando a chiudere il cerchio della narrazione, e diventa anche il colpevole dei vari omicidi commessi dalla setta. Chi detiene il potere detiene la conoscenza, ed è facile manipolare gli eventi a proprio piacimento. Qualsiasi tentativo di resistere – come raccontare la storia allo spettatore – si rivela alla fine vano. Gregory è riuscito a non farsi portare via la sua possibilità di pensare – e per questo, si potrebbe dire, alla fine trionfa. Però gli viene impedito di parlare e di agire, “estensioni” della sua libertà di pensiero. Non aspettatevi quindi un finale felice: non c’è speranza alcuna, e per questo è un film terribile, che osa, che angoscia.

Curiosità

  • Il ruolo principale stava per andare a Terence Hill, ma il suo agente chiese che il finale venisse cambiato perché non voleva che il personaggio di Hill morisse. Aldo Lado decise allora di cercare un altro interprete per restare fedele alla sua storia.
  • Il titolo originale del film sarebbe dovuto essere Malastrana, nome di un quartiere praghese che, secondo Lado, era “assolutamente kafkiano”. Ma, secondo i distributori, la gente non avrebbe capito. Il titolo successivo divenne La corta notte delle farfalle, poi modificato in quello con cui è conosciuto.
  • Anche la colonna sonora di questo film, come tantissimi altri di Aldo Lado, è stata composta da Ennio Morricone.

Vedi anche: L’ultimo treno della notte: il cult di Aldo Lado in Blu-ray con TetroVideo

Classificazione: 4 su 5.