“La mia testa scattava freneticamente avanti e indietro”

“Prigionieri di un incantesimo” (Chicken Chicken) è il cinquantatreesimo libro della serie originale di Piccoli Brividi, pubblicato negli Stati Uniti a Marzo 1997. Il titolo originale si basa su un gioco di parole, dato che “Chicken Chicken” è sia una formula magica presente nella storia, sia un modo gergale per dire “Sei un fifone!” in lingua inglese. La copertina, come sempre ad opera di Tim Jacobus, ci introduce da subito a quello che è il bizzarro tema principale della storia: una metamorfosi in gallina. Nonostante lo strano soggetto, Jacobus si è impegnato molto nel conferire un’aria lugubre all’intera illustrazione. Risaltano in particolare il minaccioso fulmine sullo sfondo e l’espressione particolarmente angosciosa della “ragazza pennuta”.

TRAMA

La dodicenne Crystal si è da poco trasferita nella minuscola cittadina di Goshen Falls, dove i genitori hanno intenzione di avviare un allevamento di galline. Una delle (poche) personalità che popolano quel luogo sonnacchioso è una donna di nome Vanessa, sulla quale girano diverse voci che la vedrebbero praticare la stregoneria. Un giorno, Crystal e il fratello Cole urtano per errore proprio Vanessa, che urla loro le parole “gallina gallina”. Quella che sembra la semplice esclamazione di una donna bizzarra si rivelerà una vera e propria maledizione quando ai due fratelli inizieranno a spuntare delle piume su tutto il corpo. Le voci erano vere: Vanessa è sul serio una strega! Riusciranno Crystal e Cole a interrompere il processo o saranno costretti a scorrazzare per i campi per il resto delle loro vite?

“Gallina gallina!”

OPINIONI

Perché vale la pena di parlare di “Prigionieri di un incantesimo”? Perché questo libro è riconosciuto pressoché all’unanimità come il peggiore in assoluto fra i Piccoli Brividi. In effetti risulta parecchio evidente come la storia ruoti attorno a un’idea piuttosto bislacca, ovvero quella della trasformazione in gallina. Il tono della vicenda è peraltro parecchio scanzonato e non sono presenti scene spaventose o vagamente inquietanti. Analizzando più attentamente la trama, emerge comunque un sottotesto discretamente disturbante: il principale rischio che corrono Crystal e Cole è quello di finire in pasto…ai propri genitori! Proprio i genitori risultano le figure meno riuscite dell’intera vicenda, non venendo mai in aiuto dei loro sventurati figli. Nelle storie di R.L. Stine accade spesso che i protagonisti non vengano creduti dagli adulti, nel caso di “Prigionieri di un incantesimo” questo elemento finisce tuttavia per stonare parecchio, d’altra parte la metamorfosi è sotto gli occhi di chiunque. Un elemento che viene spesso trascurato nel giudicare il romanzo è però il “fattore intrattenimento”. La storia infatti non annoia neanche per un momento, mantenendo un ritmo serrato per tutto il suo corso e risultando genuinamente divertente. A discolpa di Stine si può peraltro aggiungere che in quel periodo lo scrittore era oberato dalle scadenze, dovendo consegnare alla casa editrice una nuova storia ogni mese. In definitiva siamo di fronte ad un libro per nulla memorabile, lontano dai fasti de “La casa della morte” o “La maschera maledetta”, ma che è anche ingiusto additare come il peggiore in assoluto della collana. Approcciarsi per la prima volta al mondo dei Piccoli Brividi con questa storia potrebbe essere un passo falso, ma se volete staccare la spina per un paio d’ore è comunque probabile che non rimarrete delusi.

E’ stato da poco rilasciato, in concomitanza con l’avvicinarsi del Giorno del Ringraziamento, un aggiornamento del gioco per smartphone “Goosebumps HorrorTown” dedicato a questo libro.

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