Muertamorfosis è il primo film horror messicano realizzato interamente con l’intelligenza artificiale. Un progetto ambizioso, sperimentale, che porta la firma di uno dei nomi più iconici del cinema estremo messicano: Lex Ortega.

Tutti noi conosciamo Lex per Atroz, film brutale low budget che ha ottenuto fama mondiale e lo ha consacrato come il maestro del cinema estremo messicano. Purtroppo, Lex è spesso conosciuto solo per questo film. In realtà, Lex è anche il regista, creatore e sceneggiatore di molti altri titoli meritevoli, come Animales Humanos e México Bárbaro.

Con Muertamorfosis, Lex alza ulteriormente l’asticella. Non ci troviamo di fronte a un semplice film, ma a un’esperienza totale: visiva, sensoriale, psicologica e anche sessuale. I suoni sono disturbanti, i colori acidi, l’atmosfera è malata e opprimente. La trama, in breve, consiste in un delirio onirico dove può succedere di tutto: erotismo, riflessione, follia pura. I dialoghi sembrano usciti da un romanzo esistenzialista, densi di pensieri oscuri e riflessioni disturbanti.

Poi arriva lo sporco, il marcio, le scene gore. E con esse: l’ansia, la paura, l’eccitazione. Ortega non è un regista qualunque: è un visionario. Ogni suo film è una discesa personale in un tipo diverso di inferno. E qualcosa come Muertamorfosis (o Necromorfosis) secondo un altro titolo circolato, non si era mai visto prima. Un’opera che ti sconvolge. E ti resta addosso.

La storia ruota attorno a Lisa, una giovane entomologa specializzata nello studio degli insetti, che rimane intrappolata nei tunnel di drenaggio sotterranei di Città del Messico dopo un evento meteorologico catastrofico. Da quel momento inizia un viaggio claustrofobico e allucinato in cui la protagonista è costretta ad affrontare la solitudine, la degenerazione mentale e una lenta ma inesorabile disumanizzazione. La sopravvivenza si trasforma in una lotta contro sé stessa, contro la propria identità, contro un’evoluzione mostruosa.

Il film tocca paure ancestrali come la putrefazione, la metamorfosi, la perdita del controllo. Tutto viene raccontato attraverso una regia audace, sperimentale, dove l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento, ma parte integrante della visione creativa. Le immagini inquietano, i suoni corrodono, la realtà si piega. È un’esperienza cinematografica che si insinua sotto la pelle.

Muertamorphosis non è un horror come gli altri: è un viaggio profondo e viscerale che unisce innovazione tecnologica e orrore poetico in un modo mai visto prima.

Lex Ortega ha ancora una volta ha superato ogni aspettativa. Muertamorfosis (o Necromorfosis) ha vinto il premio come miglior film esperimentale alla 5to Edizione dell’Etreum Horror Film Fest. Forse l’avrete intuito da questa recensione, è un film che non si può spiegare. Bisogna viverlo.

a cura di Francine Arioza

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