Con il genere horror siamo spesso abituati ad essere spaventati da quello che si cela nell’ombra, ma ci sono film che invece mostrano tutto (o quasi) alla luce del sole, e il primo che ci viene in mente è Gli Uccelli di Alfred Hitchcock.

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Alfred Hitchcock sul set

L’oscurità alla luce del sole

Nel genere horror non è semplice inquietare o spaventare con la luce del sole. Ci sono ovviamente tanti film che anche soltanto in determinate scene riescono ad essere efficaci senza avvalersi del buio. C’è anche da sottolineare che ogni spettatore reagisce in maniera diversa ad una scena. Con alcuni funziona meglio un jumpscare mentre per altri è più importante l’atmosfera e quello che non si vede.

Parlando di scene singole ce ne sarebbero davvero un’infinità da elencare, vengono in mente i film delle saghe di Non aprite quella porta e Scream, dove spesso i personaggi principali si ritrovano all’aperto in pieno giorno. Una scena terrificante che non si può non citare (anche se il film non è horror) è quella fuori dalla caffetteria in Mulholland Drive, e chiunque abbia visto questo film sa precisamente di cosa stiamo parlando. Quello è un esempio di una scena che usa il jumpscare (sfruttando molto il sonoro) alla luce del sole, portandolo ad un livello di perfezione artistica.

Mulholland Drive (2001) e quello che viene dopo…

Ma è davvero più semplice girare con la luce naturale?

Wes Craven e George A. Romero sono due registi che spesso scelgono queste soluzioni, e già a inizio carriera Craven realizzava due film che sono svolti per la maggior parte di giorno, ovvero L’ultima casa a sinistra (1972) e Le Colline hanno gli occhi (1977). Ci sono anche diversi monster movie ambientati in spazi aperti alla luce del sole, ad esempio Tremors (1990), Lo Squalo (1975) e The Host (2006), ma in quei film il discorso è più legato agli effetti speciali da mostrare al meglio.

Qualcuno potrebbe pensare che sia più semplice girare con la luce naturale, risparmiando tempo per quello che concerne la sistemazione di lampade e fari. In realtà non è così facile, perchè durante le riprese la luce del sole deve essere diffusa e non troppo diretta per ottenere una fotografia più bilanciata e nitida. Per questo motivo si sceglie spesso di girare all’alba o durante il tramonto, quando la luce è meno invadente, ma questo inevitabilmente porta a dover stringere i tempi di ripresa. Anche il cielo coperto è una soluzione ideale, e se non è nuvoloso esistono comunque grandi pannelli e filtri usati dalle grosse produzioni per diffondere la luce in maniera più omogenea, senza bruciare l’immagine.

5 film horror girati alla luce del sole

1. Gli Uccelli (The Birds, 1963) 

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Tippi Hedren in Gli Uccelli (1963)

Una delle più celebri opere del maestro Alfred Hitchcock, che qui ha dovuto collaborare con diversi esperti di effetti speciali che furono coinvolti al progetto per più di un anno. Per l’epoca fu necessario un grande lavoro sia per la preparazione che per la post-produzione.

Furono addestrati gabbiani, corvi e cornacchie, mentre per le scene con i bambini sono stati utilizzati uccelli meccanici, in altre scene hanno dovuto ripiegare sull’animazione.

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Trama: Una ragazza di San Francisco segue uno studente per Bodega Bay, in cui, senza alcuna ragione apparente, degli stormi di uccelli iniziano ad uccidere la popolazione.

L’idea rappresenta un pò la natura che si ribella all’uomo, Hitchcock ricordava un racconto che aveva letto e gli venne l’ispirazione leggendo una notizia riguardante un’invasione di uccelli marini in una località costiera.

2. The Wicker Man (1973)

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Horror britannico che vede fra i protagonisti il leggendario attore Christopher Lee, in seguito dichiarerà che si tratta del suo film preferito fra quelli per cui ha recitato. Il film è in parte ispirato ad un’incisione del 1676 conosciuta come The Wicker Image.

The Wicker Man fu girato in Scozia per la regia di Robin Hardy e scritto da Anthony Shaffer (che l’anno precedente aveva sceneggiato il bellissimo Gli Insospettabili – Sleuth).

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Christopher Lee nella parte di Lord Summerisle

Trama: Un poliziotto viene avvertito, da una lettera anonima, della misteriosa scomparsa di una giovane ragazza. Addentrandosi nella setta, il poliziotto inizia a sospettare che la giovane possa essere stata vittima di un sacrificio umano.

Durante le riprese la casa di produzione era in difficoltà economiche, e visto il budget contenuto, Christopher Lee e altri che lavoravano per il film hanno continuato senza chiedere altri soldi. Considerato dalla critica francese il Quarto Potere dei film horror, resta ancora oggi un’opera unica nel suo genere, fra paganesimo, danze rituali e sacrifici umani. Da non confondere con il meno valido remake del 2006 (Il Prescelto), che vede come protagonista Nicolas Cage.

3. Ma come si può uccidere un bambino? (1976)

Locandina con il titolo statunitense

Diretto da Narciso Ibáñez Serrador, questo film spagnolo è ancora oggi caratterizzato da un fascino crudele che lo ha reso un cult movie. Serrador è un grande fan di Alfred Hitchcock ed ha voluto omaggiare Gli uccelli con alcune scene. Il titolo inglese è Who can kill a child? mentre quello originale è ¿Quién puede matar a un niño?

Una scena del film con l’assedio da parte dei bambini

Trama: Evelyn e Tom, una coppia di turisti inglesi in viaggio nel Mediterraneo, fa tappa su un’isola situata tra la Spagna e l’Africa. Ben presto i due si accorgono che sul posto sono presenti solo bambini e che tutti gli adulti sono stati uccisi

Il film è molto interessante soprattutto per il suo incipit che vede tutti i bambini dell’isola diventare assassini e ribellarsi contro gli adulti. Li vediamo muoversi in branco durante il giorno, il che potrebbe ricordare il film Il Villaggio dei dannati (1960), che aveva poi avuto un buon remake di John Carpenter nel 1995.

4. Riflessi sulla pelle (1990)

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The Reflecting Skin è un film low-budget di Philip Ridley, non si tratta propriamente di un horror perchè mischia diversi generi assomigliando più ad una favola gotica. Diventanto un cult soltanto con il tempo, il film colpisce soprattutto per le sue atmosfere e il suo stile visionario. Il sole anche qui è quasi sempre presente, e se non c’è la luce del sole entra in scena il fuoco. Bellissimo e suggestivo il giallo dei campi di grano, l’ambientazione rurale e le case desolate. 

Trama: Nei primi anni Cinquanta, un ragazzino vive una esistenza difficile in attesa del rientro del fratello maggiore dalla guerra. I suoi migliori amici muoiono e una vedova del villaggio sembra essere coinvolta.

Riflessi sulla pelle è disponibile anche sul catalogo di Prime Video, è un film insolito e spiazzante che cerca di suggestionare lo spettatore con l’atmosfera e con quello che non viene mostrato. Nel cast anche un giovane Viggo Mortensen.

5. Midsommar (2019)

Non poteva mancare questo gioiello uscito di recente, opera seconda del talentuoso Ari Aster, regista di Hereditary. Nel cast una splendida Florence Pugh, protagonista di questa opera allucinata ambientata in Svezia. In parte il film si ispira al già citato The Wicker Man, rivisitandolo e creando qualcosa di nuovo.

Trama: Un gruppetto di amici si regala una vacanza in Svezia, in occasione di un noto festival di mezza Estate. L’evento pastorale si trasforma ben presto in un incubo sinistro quando gli abitanti del luogo rivelano la propria reale natura.

Florence Pugh

Molti dialoghi delle persone del luogo sono in svedese e non sono stati tradotti per trasmettere più senso di isolamento. Nonostante il film sia ambientato in Svezia, è stato girato soprattutto in Ungheria, probabilmente per motivi di budget. Midsommar è uno di quei film che divide il pubblico, ma è innegabile il suo valore a livello visivo, qui la luce del sole diventa un vero valore aggiunto e parte del percorso allucinogeno dei protagonisti.

Ari Aster resta uno dei registi più promettenti insieme a Robert Eggers, e lo ha certamente capito anche la casa di produzione A24 che continua a produrre i loro film.

Questi sono i film che a mio parere usano la luce del sole e gli spazi aperti per caratterizzare davvero l’opera, e non soltanto per alternare qualche scena o per mostrare meglio gli effetti speciali.

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