Dopo Queer (2024), Guadagnino torna col botto: After the Hunt è un film che sicuramente farà discutere. Il 29 agosto è stato presentato all’82esima Mostra del Cinema di Venezia e da subito ha infiammato i nostri cuori e le nostre opinioni accendendo il dibattito. Preparatevi quindi alla decostruzione proposta dal nostro Luca sui temi dell’abuso e del gap generazionale, il film sarà distribuito da Eagle Pictures a partire dal 16 ottobre.

Trama

In un aspecifico passato recente, il film si apre nell’ambiente elitario del dipartimento di filosofia dell’Università di Yale. Alma (Julia Roberts) e Hank (Andrew Garfield) sono migliori amici che condividono l’ambizione alla cattedra universitaria. Lei nel tempo libero si riunisce con alcuni allievi scelti, che eleva alla sua compagnia organizzando serate in salotto in cui parlano per ore, bevendo alcol e fumando sigarette. Questo equilibrio si scopre delicato quando una delle allieve, Maggie (Ayo Edebiri), dichiara ad Alma di aver subito uno stupro da parte di Hank. Il viaggio che Alma fa nel cercare di scoprire la verità fa scontrare le realtà opposte dei personaggi, mettendo in luce la difficoltà che in generale abbiamo nell’affrontare il delicato argomento degli abusi.

Decostruire per far pensare

La prima domanda che sorge anche solo dalla lettura della trama è: sarà il momento storico giusto per parlare di un eventuale falso stupro? Beh per Luca Guadagnino, intanto, sembra il momento storico giusto per parlare. In questo film è come se una telecamera sia scesa dall’alto per riprendere semplicemente una probabile realtà, con tutte le sue sfaccettature, situazioni che feriscono, altre che ci toccano nel profondo. Quello che si punta a mettere in scena è proprio l’ampio ventaglio di reazioni che solo un’immagine realistica può offrire. Ed è questa la grande forza del film: è capace di toccare talmente tanti argomenti, talmente tante vulnerabilità diverse che non è possibile uscire dalla visione senza aver bisogno di discutere quanto abbiamo visto. Secondo quanto dichiarato da Julia Roberts in varie interviste, è solo così che si può portare il grande pubblico a delle risposte, e questo è il regalo più grande che il cinema possa offrire.

Analisi del negativo

Appena usciti, la sensazione era comunque quella di vago disgusto. Com’è possibile che il contraddittorio si possa insinuare anche nelle menti più alte, elitarie, abituate al pensiero critico? Non che nella realtà non siamo stati spettatori di scenari capaci di stupirci in modo simile. Però non sappiamo quanto sia confusa la loro opinione fino a che non la si vede nel dettaglio. Il focus sui ‘cattivi’ di questa storia ci fa vedere quanto in realtà siano anche loro delle vittime: della loro società e dei loro vissuti non risolti, rendendoli non disponibili alla comprensione di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato. Questo non rende il loro punto di vista più accettabile, però conoscerlo dà un senso di completezza che di solito forse ci manca.

“Non tutto ha lo scopo di metterti a tuo agio.”: il gap generazionale

Questo è uno degli argomenti che nel film si presenta più spesso come contorno all’argomento della molestia. Si parla molto di ‘Cosa possono avere che non va i ragazzi di queste nuove generazioni?’ ‘Come mai così sensibili?’ ‘Siete delicati, il mondo non è plasmato per i vostri desideri.’ L’abbaglio di far passare quest’aspirazione di cambiamento come debolezza invece che come una forza, è purtroppo tipico delle generazioni più mature. Da qui si può percepire il gap generazionale che contraddistingue questo tipo di discussione. Il fatto di metterlo così in risalto da parte di Guadagnino però, inserendola come citazione nel poster, rende l’idea su quanto per lui sia importante che si discuta anche su questo punto. È più giusto cercare di accomodare il mondo sulle nostre esigenze o viceversa?

Il film è semplicemente bello. Uno dei più amati alla Mostra del cinema di Venezia di quest’anno, il cast è eccellente e le performance sono brillanti. Nel dubbio, se siete curiosi, suggerisco di dare un’occhiata anche alle interviste a Julia Roberts in conferenza stampa. Assolutamente da vedere in lingua originale, ampiamente consigliato.

Classificazione: 4 su 5.

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