Horror Festival Firenze è stato il primo evento immersivo dedicato alla cultura dell’horror dal vivo. Nel panorama italiano degli eventi horror, spesso diviso tra intrattenimento leggero e nicchie specialistiche, Horror Festival Firenze si inserisce come un progetto ibrido e ambizioso; un tentativo concreto di trasformare l’orrore in un’esperienza immersiva, che unisce dimensione performativa e culturale. Dietro la direzione artistica e l’identità del festival ci sono loro, StraBizarre – Arti e Spettacolo, realtà specializzata in performance, scenografie e intrattenimento.

StrabiFriends By leonardo Zuccagnoli

Abbiamo parlato con Ilaria Romito e Marco Caiterzi, fondatori di StraBizarre, per scoprire qualcosa in più sul dietro le quinte del festival.

Partiamo da qui: qual è stato il ruolo di StraBizarre all’interno del festival?

StraBizarre è stato il cuore creativo del progetto, ma anche il braccio e la mente. Quello che abbiamo cercato di fare è stato portare la nostra identità artistica all’interno di un intero festival dedicato al nostro argomento preferito: il terrore!
Abbiamo cercato di lavorare al festival con grande cura per ogni dettaglio, a partire dalla creazione dei contenuti online, gestione delle pagine social, la scelta degli artisti da coinvolgere, l’intrattenimento, gli ospiti…fino alla realizzazione e montaggio delle scenografie. Nulla doveva essere lasciato al caso.

Horror Festival Firenze nasce con un’identità molto precisa. Qual era l’obiettivo iniziale?

Quando ci è stato proposto da “Le Nozze di Figaro” di creare un festival Horror da portare nella città di Firenze, abbiamo pensato subito a qualcosa di diverso, che non fosse solo da guardare, ma anche da vivere in prima persona.

Il nostro background viene dal teatro e dalla performance: per noi è fondamentale il rapporto diretto con il pubblico, la credibilità dell’azione, la costruzione di un ambiente scenografico che facesse sentire il pubblico immerso, come il protagonista di un film.

Volevamo stupire e volevamo che il livello di tutte le esperienze fosse molto alto.

Horror Souls e Strega Medea foto by Leonardo Zuccagnoli

A volte si entra in un festival e si ha come la sensazione di trovarsi in un posto diviso per compartimenti stagni. HFF invece voleva essere una storia da raccontare. Ogni attrazione doveva avere un buon motivo per essere lì.

Questa attenzione alla credibilità si percepisce molto. Quanto è centrale per voi?

Per noi era davvero molto importante. Arriviamo dal teatro, e questo cambia il modo di costruire ogni dettaglio. Costume, make-up, oggetti di scena e professionalità degli attori sono la base su cui si regge l’intera esperienza. Se anche un solo elemento di questi venisse a mancare non ci sarebbe l’effetto “wow” per il pubblico.

Il festival mescola linguaggi diversi: performance, arte, divulgazione, gioco. È una scelta strategica o identitaria?

Beh, entrambe. L’horror è un linguaggio articolato. Può essere intrattenimento, ma anche riflessione culturale, estetica, simbolo e appartenenza. Ci tenevamo davvero che tutte queste dimensioni fossero presenti, perché al pubblico fosse chiaro che il genere ha molte sfaccettature e tutte degne di nota.

Horror contest The Dark Parade by Leonardo Zuccagnoli

Il festival ha una doppia anima: accessibile di giorno e più intensa la sera. Come mai?

Questa scelta ha due motivazioni principali: la prima è che l’Ippodromo del Visarno ospita spesso eventi per famiglie e la seconda è che a Firenze e in generale in Toscana il pubblico non è abituato a questo genere di eventi, quindi avevamo bisogno di pensare a delle attività che fossero interessanti, divertenti e che stimolassero la curiosità di più target, dai ragazzi agli adulti; dal fan più accanito a chi si avvicinava al genere per la prima volta.

Durante il giorno il festival era accessibile anche ad un pubblico curioso e non abituato, la sera il tono cambiava per dare modo a chi lo desiderava di spingersi in esperienze un po’ più “intense”.

Come ha reagito il pubblico a questo approccio?

L’entusiasmo del pubblico ci ha stupito. Nessuno è rimasto a guardare, tutti si sono messi in gioco partecipando attivamente alle attività proposte. Abbiamo ricevuto moltissimi feedback positivi e questo per noi è stato il risultato più importante.

Qual è stata la sfida più complessa nel costruire questa prima edizione?

Quando si ha un target così ampio è difficile andare incontro alle esigenze di tutti. Inoltre se hai qualcosa di nuovo, non devi solo costruirlo ma anche spiegarlo adeguatamente. La parte creativa e comunicativa sono andate di pari passo, cercando il più possibile di restare coerenti l’una con l’altra senza perdere d’identità.

Laura Giusti Mua by Leonardo Zuccagnoli

Il festival sembra voler diventare un punto di riferimento per la cultura horror in Toscana. È questo l’obiettivo?

Sì, certo! Abbiamo tantissime idee in mente e tanta voglia di tornare. Ma non vogliamo solo diventare più grandi, vogliamo crescere anche in qualità, credibilità e riconoscibilità. Se Horror Festival Firenze diventerà davvero un punto di riferimento, sarà perché offre qualcosa che non è facilmente replicabile.

Cosa vi portate a casa da questa prima edizione?

Ci portiamo a casa la conferma di avere al nostro fianco un team d’eccellenza, non solo amici ma anche professionisti su cui poter contare al 100% e la certezza che questo tipo di esperienza funziona e che è pronta a conquistare il suo pubblico anche in più larga scala.

Jasper HFF by Leonardo ZUccagnoli

Guardando avanti: cosa possiamo aspettarci?

Una maggiore consapevolezza sul tipo di strada da percorrere. Abbiamo aperto una porta e sappiamo cosa ci aspetta dall’altra parte. Possiamo e dobbiamo fare meglio.

Ultima domanda: cos’è, per voi, Horror Festival Firenze?

È un luogo d’incontro, un teatro fatto di esperienza e immaginazione, sia per il pubblico che per chi ha lavorato dietro le quinte. E’ un progetto che merita di crescere.

E noi non vediamo l’ora di tornare a spaventarci e divertirci con voi!

e vi terremo aggiornati sulle novità in vista dell’edizione 2027..

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