Due note: è quanto basta per percepire il pericolo imminente, una pinna triangolare che taglia la superficie dell’acqua. A cinquant’anni dalla sua uscita nelle sale americane, Lo Squalo non solo fa ritorno al cinema (oltre oceano per il momento), ma approda anche sul piccolo schermo con Jaws @ 50: The Definitive Inside Story. Un documentario prodotto da Amblin Documentaries e Nedland Films, e diretto da Laurent Bouzereau che celebra e racconta la genesi del primo vero blockbuster della storia del cinema. Bouzereau aveva già diretto altri documentari, tra i quali Indiana Jones & Harrison Ford, e la serie Netflix/Amblin Five Came Back.

Spielberg e il rapporto odi et amo con il film
“Pensavo segnasse la fine della mia carriera”, così Steven Spielberg racconta visibilmente commosso davanti alla telecamera. Cento giorni di ritardo sulla tabella di marcia per le riprese sull’isola di Martha’s Vineyard in Massachusetts. Bruce, lo squalo meccanico che funzionava una volta su dieci, gli impianti idraulici corrosi dall’acqua di mare. Poi il maltempo e il mare mosso. Tutto remava contro un regista appena 27enne che ha trasformato delle difficoltà tecniche in espedienti narrativi ad hoc. In Jaws @ 50 compare un filmato che mostra una delle tante sventure sul set: la barca Orca che realmente affonda con a bordo Roy Scheider, Robert Shaw e Richard Dreyfuss. Nel trambusto, John Carter, il sound designer del film, ha urlato senza remora: “F…..o gli attori aiutate la troupe del suono!”.

Se da una parte la produzione è stata un incubo, il ricordo e il lascito di questo film per Spielberg ha un valore inestimabile. “Steven, Lo Squalo compie 50 anni. Come ti senti quando ci pensi?” chiede l’intervistatore. “Quando penso ai 50 anni…mi sento a casa. Il tema della casa è ricorrente nel film”, risponde Spielberg. Da qui un montaggio efficace e ritmato che alterna intervista e scene che riprendono la tematica, tra cui la famosa canzone che Brody, Hooper e Quint canticchiano in barca “Show me the way to go home”.
Oltre lo schermo: la critica alla società americana
Il documentario di Bouzereau non si limita a celebrare l’anniversario di un cult, ma narra dell’impatto che ha avuto sul pubblico e più in generale sulla società. Era un periodo buio per l’America, tra lo scandalo Watergate e della guerra del Vietnam, come ricorda Spielberg. I filmati di repertorio anche qui selezionati accuratamente, accompagnano il commento di Jordan Peele che vede il personaggio del sindaco di Amity (Murray Hamilton) come la rappresentazione perfetta del capitalismo. Come racconta poco dopo Peter Benchley, autore del romanzo, persino Fidel Castro in un’intervista aveva definito il libro come: “Una meravigliosa metafora della corruzione del capitalismo”.

L’effetto Jaws e il rapporto con gli squali
Forse l’aspetto più interessante di Jaws @ 50, oltre alla bellezza dei filmati di repertorio dal set, è l’aver voluto mettere in tavola il dibattito sull’ambiente in cui vivono gli squali: il mare. Dopo l’uscita del film nelle sale, l’uccisione di questi animali è aumentata vertiginosamente. La rivista Science ha parlato di 80 milioni di esemplari uccisi ogni anno, tra il 2012 e il 2019, di cui 25 milioni sono specie a rischio. Spielberg si è poi scusato pubblicamente per l’effetto negativo che il film ha avuto sugli squali.
Jaws @ 50 non solo fa venire voglia di rivedere Lo Squalo, ma fa capire come un film con una produzione così difficoltosa nelle mani del talento di Spielberg abbia cambiato in maniera permanente la percezione degli squali, oltre ad aver cambiato la storia del cinema.
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