Gli animatroni son tornati: è in sala Five Nights At Freddy’s 2, sequel del film uscito nel 2023 – 300 milioni di dollari al botteghino – basato sull’omonima serie di videogiochi creata da Scott Cawthon. Dopo le disavventure nella pizzeria Freddy Fazbear, Emma Tami torna dietro la macchina da presa…e delude ancora una volta (tranne i fan “acquisiti” del franchise).

La trama

Un anno dopo le vicende ambientate nella pizzeria Freddy Fazbear, Mike (Josh Huctherson) si trova a dover fare di nuovo i conti con i pupazzi animatronici, quando sua sorella Abby (Piper Rubio) decide di ricongiungersi con Freddy, Bonnie, Chica e Foxy. Questo incontro fa emergere un oscuro segreto dal passato dell’ormai defunto William Afton (Matthew Lillard): l’omicidio di una bambina di nome Charlotte Emily. Nel frattempo, Vanessa (Elizabeth Lail) convive con i traumi del passato.

Mancanza di una componente orrorifica e trama pressoché inesistente

Essendo un film, come il precedente, con il rating PG-13 esclude dallo schermo qualsiasi sequenza gore o messa in scena della tensione in senso lato, per preferire una serie di jumpscare prevedibili e per nulla spaventosi. Il tutto in favore di un pubblico di giovanissimi fan del franchise (forse della generazione successiva a quella che ha vissuto e giocato al videogioco). Anche sul fronte trama si brancola nel buio: se nel primo film gli eventi narrati seguivano una certa logica, non si può dire lo stesso di questo sequel. Si parte da un flashback iniziale per poi tornare al presente e da lì far muovere il tutto secondo il desiderio di Abby, sorella di Mike, di voler sapere che fine hanno fatto i suoi amici animatronici Freddy, Chica, Bonnie e Foxy. La cacciatrice di fantasmi Lisa (Mckenna Grace) la si vede nei primi venti minuti e poi…svanisce. Un personaggio introdotto e finito nel vuoto.

L'animatrone Chica in una scena del film. (foto: Universal)
L’animatrone Chica in una scena del film. (foto: Universal)

Il personaggio di Charlotte

Nell’universo dei videogiochi facciamo la conoscenza di Charlotte Emily, figlia di Henry, ex socio in affari di William Afton. Nel film lei diviene lo spirito vendicativo che possiede il pupazzo della Marionetta che a sua volta può controllare “a distanza” gli altri animatroni. Si parla di “tecnologia wireless” riferendosi a dei robot prodotti negli anni Ottanta. Un po’ tanto azzardato. Il fatto che poi lo spirito di Charlotte si impossessi del corpo di più persone fa perdere ancora di più la credibilità al tutto (nel videogioco non ha questa abilità qui introdotta troppo a gamba tesa). Le storie che coinvolgono spiriti vendicativi e possessione sono ormai più che all’ordine del giorno nelle trame di molti blockbuster horror; certo è che in Five Nights At Freddy’s 2 il tema appare più come un espediente narrativo d’emergenza.

Charlotte in una scena del film
Charlotte in una scena del film

Il paradosso della sceneggiatura

Quello che sorprende di più è che a scrivere la sceneggiatura di questo film è stato, questa volta da solo, Scott Cawthon, il creatore dei videogiochi. Inizialmente si pensa: “Chi meglio di lui che ha le mani in pasta nella storia originale e nella lore potrà sceneggiare il film?”. Post visione verrebbe da dire: “Chiunque”. Oltre alle varie differenze che ci sono e ci saranno sempre tra videogioco e film (per esempio solo il fatto che FNAF 2 nei videogiochi è un prequel del primo e non un sequel come accade nel cinema), ci sono tante idee e confuse. Una sceneggiatura lasciata al caso che improvvisa usando i jumpscare come tappabuchi. Jumpscare che oltre a essere prevedibili sono anche scarichi, non trasmettono ansia alcuna. Se nel videogioco sono la colonna portante e funzionano, non trovano efficacia nella trasposizione cinematografica proprio perché cozzano con l’uso sapiente della suspense (Hitchcok docet). Un copia e incolla che non può funzionare.

Abby (Piper Rubio), Mike (Josh Hutcherson) e Vanessa (Elizabeth Lail) in una scena del film. (foto: Universal)
Abby (Piper Rubio), Mike (Josh Hutcherson) e Vanessa (Elizabeth Lail) in una scena del film. (foto: Universal)

Un gran (brutto) finale

Five Night’s at Freddy’s 2 culmina in un finale sciatto e vuoto che apre le porte a un terzo capitolo programmato per entrare in produzione – secondo indiscrezioni – verso la fine del 2026. Si salvano, come nel primo film, le scenografie vintage di Marc Fisichella e i dettagli degli animatroni. Menzione d’onore per la presenza di Matthew Lillard e Skeet Ulrich, duo iconico del primo Scream (1996), che certamente non basta a compensare a tutto il resto: una regia anonima e assente, una sceneggiatura disordinata che somiglia più a un abbozzo che non a un prodotto ben confezionato, espedienti narrativi vuoti e una recitazione troppo sopra le righe. Un prodotto che, arrivato finora all’incasso di 46 milioni, guarda prevalentemente al marketing e al fanservice.

Classificazione: 1.5 su 5.

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